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Bitcoin e crypto contro tutti: battuto debito, politica, nemici di sempre. Perché si corre dopo il no di Washington

È un settore crypto che corre contro ogni aspettativa, sin dall'estate. Anche la politica avversa non è riuscita a rallentare il comparto.

09:17 • Pubblicato 03/10/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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Il caos generale sui mercati, alimentati dalla crisi energetica e dei debiti pubblici dei paesi economicamente sviluppati ha un vincitore, per quanto ci troviamo ancora nelle prime battute di questa lunga partita. Quel vincitore sembrerebbe essere Bitcoin, che nel periodo di caos massimo è stato tra i migliori performer. Di più, la sua baldanza ha portato crypto di specifici settori a correre ancora di più. Una situazione di difficile lettura, che analizzeremo in questo approfondimento.

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Bitcoin, Ethereum e i token DeFi

Le spiegazioni semplici piacciono a tutti. Con il settore crypto che – da metà agosto – è tornato a incamerare profitti e a correre più di qualunque altro mercato però… darsene una lineare e facile da ricordare è impossibile. Si stanno infatti incrociando diversi fattori per quella che, almeno fino a ora, è stata una sorta di tempesta perfetta per il comparto degli asset digitali.

  • Il ritorno degli hard asset

Oro, e in parte BTC84.806 $▼ -1,93%, ovvero quegli asset che non possono essere stampati a piacimento e che potrebbero fare da scudo e da porto sicuro in una fase di inflazione galoppante, di fiume di denaro che travolge i mercati per mettere pezze qui e lì e più in generale dal dissesto fiscale del grosso degli stati.

La teoria non l’abbiamo inventata noi. È quella, ormai famosa, contenuta nel paper di BlackRock che ha praticamente dato il via alla fase rialzista. BlackRock ne scrive tante, questa sembrerebbe essere riuscita particolarmente bene.

  • Grande forma della DeFi

Il comparto della finanza decentralizzata sta vivendo una sorta di seconda giovinezza, grazie alla bocciatura del CLARITY ACT. Per chi non avesse seguito le ultime evoluzioni: il CLARITY Act è un MiCA all’americana, che avrebbe dovuto normare il settore crypto in quella che è l’economia finanziaria più importante del mondo.

Non è passato: al Senato si è litigato su certi affari di Trump, che secondo i democratici non sarebbero stati limitati a sufficienza dalla legge, e forse se ne riparlerà ad anno nuovo.

Questa legge avrebbe dovuto anche normare il settore della DeFi. Il compromesso non era dei migliori ma il comparto avrebbe fatto volentieri buon viso a cattivo gioco.

Il non-passaggio del testo, tuttavia, ha permesso alle agenzie governative USA di emettere note e regolamenti che di fatto fissano dei paletti per il settore, limitando però anche l’attività di intervento dei tribunali e delle altre agenzie.

Il risultato è un settore DeFi che corre, che è in una forma migliore di quella che avrebbe avuto probabilmente con il CLARITY approvato e che è tornato a essere appetibile anche per chi era fuggito lo scorso ottobre, promettendo di non mettere più piede all’interno del comparto.

Ma non era un mercato “risk-on”?

Sì, lo è stato, lo è e in futuro tornerà a esserlo. Come però dovrebbe essere chiaro dai punti di cui sopra, alla performance del comparto hanno concorso diversi fattori, che talvolta hanno superato riflessi e comportamenti tipici degli asset digitali.

E c’è poi anche il comportamento di certi investitori, quelli istituzionali, che sono tornati a comprare lungo tutto l’arco degli asset digitali con ETF spot negli USA, confermando lungo 6 settimane un importante cambio di paradigma.

Tra poco, forse, saremo finalmente in grado di rispondere alla domanda delle domande, ovvero quella su cosa voglia fare da grande un settore che hanno dato per morto decine di volte e che invece, contro ogni aspettativa, torna a fare capolino.

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Caporedattore e Content Strategy

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Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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