OpenAI: i ricavi sono più bassi del previsto. Financial Times li taglia di 20 miliardi su 70
Indietro tutta: i ricavi annualizzati di OpenAI sarebbero soltanto di 50 miliardi di dollari.
19:40 • Pubblicato 08/10/2026
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Secondo quanto è stato riportato da Financial Times, i ricavi annualizzati di OpenAI sarebbero inferiori di 20 miliardi di dollari rispetto alle stime e rispetto alle cifre che circolavano fino a qualche settimana fa. Il giornale statunitense cita persone informate dei fatti, che avrebbero indicato in 50 miliardi di dollari la somma più vicina alla realtà. Si tratta di uno degli indicatori più importanti di domanda di modelli LLM proprietari.
Ci sarebbe pertanto una discrepanza importante, che però almeno in parte dipenderebbe da modo in cui – riporta sempre il Financial Times – il gruppo calcola i ricavi rispetto ad Anthropic. Da OpenAI non si terrebbe infatti conto dei ricavi delle vendite tramite i partner cloud come Google e Amazon.
Il giallo della IPO rinviata
La storia è ancora in evoluzione e non ci sono commenti ufficiali da parte di OpenAI. Quello che sappiamo, fino a questo momento, è che il gruppo guidato da Sam Altman ha già deciso di rinviare la sua IPO al 2027. Il CEO di OpenAI ha affermato pubblicamente di ritenere la congiuntura di mercato poco ideale per lo sbarco in borsa.
Non è chiaro se i numeri, relativamente contenuti anche rispetto a quelli di Anthropic, siano stati parte della decisione.
I gruppi che sviluppano LLM di frontiera negli Stati Uniti stanno affrontando diverse questioni – oltre a quella della sostenibilità del loro business. La discussione pubblica è occupata dai temi della sicurezza dei modelli stessi e dalla resistenza che la costruzione di nuovi data center sta incontrando tanto negli USA quanto in Europa.
Non è chiaro inoltre per il momento cosa sia accaduto a quegli investitori ai quali era stata comunicata una crescita dei ricavi rispetto a agosto del 70%, che avrebbe appunto portato il calcolo complessivo annualizzato a 70 miliardi di dollari.
Cifre ancora modeste
I ricavi di queste aziende continuano a essere modesti, in particolare se confrontati con l’enorme spesa necessaria per la costruzione di nuovi data center, per il noleggio della potenza di calcolo e più in generale per le altre spese per l’addestramento dei modelli di frontiera.
Niente però di nuovo per gli investitori: queste aziende, sebbene siano in giro da tempo, sono ancora in una fase di espansione e sviluppo e i ricavi per il momento sono meno importanti di quanto vorrebbero far credere certi analisti.
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