JPMorgan bloccherà gli agent sui conti dei clienti. Rischio informatico o per i profitti delle banche?
JPMorgan corre ai ripari: non sarà mai concesso di utilizzare Muse o sistemi simili ai clienti del gruppo.
17:27 • Pubblicato 14/10/2026
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JPMorgan non consentirà ai clienti di utilizzare agent AI per la gestione dei propri account. Il gruppo sta sviluppando un agent proprietario che sarà l’unico in grado di interagire con i servizi ai quali i clienti hanno appunto accesso. Permettere l’accesso a sistemi come Muse di Meta o altre soluzioni simili sarebbe troppo rischioso – afferma il CEO Jamie Dimon – tanto per i clienti quanto per la banca. Arriva così una delle prime risposte, uno dei primi limiti a un trend nascente che minaccia, tra le altre cose, le banche. AI o banche?
La banca sta dunque costruendo delle difese per proteggere i propri affari. Al lancio di Muse di Meta diversi analisti avevano indicato questi sistemi come potenzialmente rischiosi per il modello di business delle banche, dato che gli agent avrebbero potuto rapidamente individuare occasioni migliori e trasferire denaro, innescando una competizione al ribasso sulle commissioni.
Non permetteremo ad agent esterni di entrare nella nostra compagnia, perché è troppo rischioso per i clienti ed è troppo rischioso per la banca.
Il CEO del gruppo Jamie Dimon gioca anche sulla psicosi AI che sta dominando la discussione pubblica, in particolare in relazione alla capacità di questi sistemi di bucare difese informatiche. Ha poi continuato, durante la presentazione dei risultati trimestrali, ad attaccare queste funzionalità offerte ormai a un pubblico sempre più vasto.
JPMorgan svilupperà delle soluzioni in proprio, che però non permetteranno ai clienti di uscire dal… seminato dei servizi offerti dalla banca.
Proteggere i nostri clienti è la priorità numero uno. Dato che non è sicuro, non permettiamo a terze parti di avere accesso agli account tramite le credenziali dei propri clienti e operando così in autonomia.
Un problema di sicurezza o di ricavi?
Probabilmente entrambe le cose, dato che il business delle banche riposa anche sulla difficoltà di spostarsi e di valutare in tempo reale offerte presenti altrove. I rischi informatici ci sono, così come è rischioso caricare in un agent informazioni private di questo tipo, che potrebbero essere intercettate da malintenzionati.
Ad ogni modo, quelle del settore bancario più che resistenze saranno delle barricate. In ballo c’è praticamente tutto il mondo delle banche retail per come lo conosciamo.
I mercati sono d’altronde della stessa idea: il crollo di inizio settembre fu imputato proprio al lancio del primo agent di ampia diffusione (negli States) da parte di Facebook. Complice fu anche, come ricorda CNBC, un report di Apollo che puntava proprio in quella direzione.
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