Zcash riparte a +10%: un noto trader milionario scommette sul boom. Sarà riserva alternativa a Bitcoin
Un famoso investitore ha delineato una tesi particolarmente ottimistica su Zcash e sul token $ZEC. Ecco perché punta sul suo futuro.
16:57 • Pubblicato 16/10/2026
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C’è ancora tanto entusiasmo per i progetti attivi nel settore della privacy su blockchain, in particolare per Zcash. Pochi giorni fa Ansem, uno dei crypto influencer più conosciuti del settore, nonché trader milionario arricchitosi con il trading di memecoin, ha pubblicato una sua tesi molto interessante (e bullish) sul futuro del token ZEC.
Stando alle sue parole, Zcash presenta un vantaggio competitivo enorme nel contesto della corsa verso la crittografia post-quantum. Grazie alla sua architettura potrebbe attirare grossi capitali nei prossimi anni nel caso in cui i computer quantistici diventassero sufficientemente potenti da mettere in discussione la sicurezza di Bitcoin. In particolare, Ansem sostiene che ZEC potrebbe addirittura diventare una riserva di valore alternativa a BTC.
Ansem punta sul rally di Zcash: il quantum sarà il catalizzatore
La tesi di Ansem parte da un assunto molto semplice: se il rischio quantum diventasse concreto per Bitcoin, il mercato potrebbe iniziare a rivalutare gli asset che offrono maggiore privacy e che dispongono di un’architettura crittografica in grado di nascondere determinate informazioni dagli occhi indiscreti.
Zcash rientra in questa narrativa grazie alla tecnologia degli zk-SNARKs, che permette di rendere private le transazioni attraverso l’uso delle prove a conoscenza zero. Difatti, a differenza di Bitcoin, su Zcash gli utenti possono decidere di nascondere mittente, destinatario e importo trasferito, rendendo quindi più complesso per un computer quantistico riuscire a risalire alla chiave privata di un indirizzo partendo dalla chiave pubblica.
Questo non significa che il network sia già effettivamente al sicuro dalle minacce relative al quantum, ma c’è da considerare anche la capacità del protocollo di aggiornare le sue componenti crittografiche in tempi relativamente più celeri rispetto ad altre reti, cosa che offre un vantaggio non indifferente nel medio periodo.
Nel mondo crypto si inizia a discutere sempre più frequentemente degli scenari futuri legati al quantum: qualche giorno fa i ricercatori Ethereum hanno richiamato l’attenzione della community invitando a considerare l’idea di una migrazione degli indirizzi. Parallelamente, in casa Google si parla di errori quantum ridotti di 40 volte grazie ai progressi ottenuti in sede di ricerca, aumentando ulteriormente le preoccupazioni dei crypto investitori.
ZEC potrebbe assumere il ruolo di riserva di valore e avvicinarsi a Bitcoin
In realtà, Bitcoin è probabilmente ancora lontano dal poter assumere la connotazione di asset riserva di valore, ma puntualmente nel mondo crypto c’è sempre qualcuno che fa leva su questa narrativa in modo improprio. Il fatto che la criptovaluta mantenga una supply limitata a 21 milioni non è di per sé un fattore che la rende immune dalle oscillazioni di mercato, ma questo è un discorso più ampio che affronteremo magari in altre sedi.
In ogni caso, Ansem suggerisce che in futuro gli investitori tenteranno di diversificare i propri investimenti cercando alternative valide a Bitcoin, soprattutto in uno scenario di crescenti timori per gli attacchi quantum. A detta sua, ZEC1.217 $▲ +6,95% potrebbe essere un ottimo candidato, grazie alla combinazione tra funzionalità legate alla privacy, offerta limitata come $BTC e un’infrastruttura facilmente aggiornabile.
La tesi centrale è che nei prossimi mesi $ZEC verrà concepita dagli operatori come una possibile riserva di valore, beneficiando di una nuova ondata di flussi di capitale. In un’intervista di fine settembre Ansem aveva anche indicato un target di prezzo estremamente rialzista per la moneta, sostenendo che nel corso del prossimo ciclo potrebbe raggiungere una quotazione pari a 10.000 dollari per moneta, il che implicherebbe una capitalizzazione di quasi 170 miliardi di dollari.
Dai prezzi attuali, una performance del genere richiederebbe una crescita di circa il +720%, implicando una lunga estensione della bull run registrata a settembre.
Il piano di Zcash verso la piena resistenza quantum
Come accennato sopra, nonostante il vantaggio delle transazioni shielded, Zcash non è ancora una blockchain completamente resistente ai computer quantistici capaci di rompere il cosiddetto algoritmo di Shor. Gli sviluppatori del network stanno infatti lavorando – così come i colleghi di altre chain – a un piano di protezione post-quantum.
A maggio 2026 gli addetti ai lavori avevano dichiarato la volontà di introdurre funzionalità di recupero quantistico all’interno dei wallet, puntando a completare la transizione entro i prossimi 6-12 mesi.
Più di recente lo stesso team ha illustrato un piano per integrare firme digitali basate su hash, progettate per resistere agli attacchi quantum, con una prima implementazione prevista per gennaio 2027. Si tratta di un intervento molto importante, dal momento che circa il 70% degli $ZEC in circolazione è attualmente parcheggiato su indirizzi trasparenti, ovvero indirizzi che rendono pubblici i dettagli delle transazioni e che dovranno quindi essere adeguati per far fronte alle future minacce tecnologiche.
In base a questa timeline, sembra che Zcash sia in vantaggio rispetto ad altre blockchain che presentano tempi più lunghi per un’evoluzione di tutti i rispettivi componenti crittografici. Ad esempio, la roadmap di Ethereum punta al 2029, mentre altre reti guardano addirittura a orizzonti ancora più estesi, anche oltre il 2030, per completare l’adeguamento dei propri sistemi. Ci sarà comunque da valutare i progressi di ogni partecipante in corso d’opera.
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