Intelligenza artificiale: allarme FMI su bolla, occupazione e sostenibilità. Nel report tutte le paure dell'istituto
Allarme dal Fondo Monetario Internazionale, che parla nel suo ultimo report di tutti i rischi legati al mondo dell'AI.
14:34 • Pubblicato 16/10/2026
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Il Fondo Monetario Internazionale è intervenuto sul tema più caldo del momento, quello della sostenibilità del ciclo AI e delle conseguenze se le promesse (talvolta immaginate dagli investitori) non dovessero essere mantenute. Dal calo del PIL a livello globale alla possibile esplosione di una bolla, passando anche per gli impatti possibili sui posti di lavoro. Nel recente report del FMI c’è un po’ di tutto.
Il Fondo Monetario Internazionale non è certamente la prima istituzione a lanciare allarmi sull’AI e sulla possibile esplosione della bolla, in quella che è una corsa alle avvertenze che è tipica di ogni ciclo di grande impatto sulle valutazioni in borsa e potenzialmente sull’economia “reale”.
Un cumulo di paure
In realtà il Fondo Monetario Internazionale fa relativamente poco per approfondire la questione. Le paure che sono incluse nell’ultimo Global Financial Stability Report sono simili a quelle che abbiamo letto anche da analisti, Cassandre di vario tipo e più in generale investitori che hanno perso il treno.
- La bolla
Le aspettative sui profitti futuri delle aziende che sono coinvolte nel ciclo AI sono molto elevate. Se non dovessero essere confermate poi dai dati reali, ovvero se non dovesse arrivare il boom che in tanti si aspettano, il rischio concreto è quello di vedere un crollo dei titoli che potrebbe avere delle ripercussioni sul grosso delle borse.
- Indebitamento eccessivo
L’indebitamento dell’intero ciclo sarebbe importante ed è cresciuto, in termini di emissioni di bond, dall’1% al 10% del totale delle emissioni. È una sorta di leva che potrebbe rendere la situazione ancora più precaria.
Come è noto, tanto i neocloud quanto gli hyperscaler hanno emesso quantità importanti di titoli di debito, che trovano comunque mercato molto facilmente e che valgono una quantità enorme del valore totale del mercato del credito del 2026.
- Rischio contagio
Ci sarebbe poi, sempre secondo quanto è stato riportato dal FMI nel suo report, una sorta di rischio contagio. Diverse aziende del ciclo, ovvero quelle centrali ai principali processi, sono contemporaneamente investitrici, fornitrici e clienti delle aziende che stanno crescendo di più. Una situazione che merita da sola tutta l’attenzione degli investitori e anche dei policy maker.
Quali conseguenze?
Il peso dell’AI sull’economia è già enorme: secondo le stime del FMI, per il 2026 si sono avuti investimenti per 2.000 miliardi di dollari e il comparto sta contribuendo allo 0,5% in termini di crescita del PIL USA.
Ci sono poi le potenziali conseguenze sull’occupazione: secondo FMI il 60% dei posti di lavoro saranno impattati dall’AI nei paesi economicamente sviluppati. Il che non vuol dire che i posti di lavoro saranno persi, ma che ci saranno delle conseguenze che gli stati dovrebbero iniziare a prendere in considerazione.
Un quadro non fosco, ma comunque di allarme su un processo in atto a tutta forza e che sembrerebbe avere relativamente poca intenzione di fermarsi per conto proprio.
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