I mercati attaccano ancora Strategy: STRC a -2,5%, crollo per MSTR a -9,5%. Pesa esclusione da MSCI ma non solo
Per Saylor un'altra mini-crisi sul mercato. Cosa sta succedendo, di nuovo, a Strategy?
08:17 • Pubblicato 18/10/2026
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Forse abbiamo parlato troppo presto. Strategy si trova di nuovo in relativa difficoltà con le sue azioni preferred STRC, che hanno chiuso le trattative, lo scorso venerdì, a 97,5$. Un allontanamento dai 100$ di par che segnala una rinnovata preoccupazione da parte dei mercati per la futura capacità del gruppo di continuare con i suoi piani.
Il calo di STRC è stato poca cosa rispetto a quello di MSTR, le azioni ordinarie del gruppo. E sì, parte del motivo è quella possibile (e ormai quasi certa) esclusione dagli indici MSCI, alla quale i mercati, almeno in prima battuta, avevano reagito in modo assai più controllato.
È di nuovo crisi da Strategy?
Forse è eccessivo parlare di crisi, perché il gruppo – soltanto poche settimane fa – si trovava a fronteggiare prezzi sulle azioni preferred anche del 25% inferiori al pareggio. Quanto avvenuto però nel corso dell’ultima sessione di New York è comunque importante.
Le azioni STRC – azioni preferred che pagano il 12% di dividendo su base annuale – hanno perso oltre il 2%. Si tratta di titoli, lo ricordiamo ai nostri lettori, che dovrebbero rimanere al prezzo di emissione (100$), almeno in condizioni di normalità.
- Tutta colpa di MSCI?
No, non è soltanto colpa di MSCI. In realtà anche altre azioni preferred dello stesso tipo – quelle di Strive – hanno seguito lo stesso percorso e subito lo stesso calo.
C’è dunque un’altra motivazione dietro la mini-crisi di questi titoli, che è legata anche agli sconquassi sul mercato del credito – in particolare se corporate e legato ai data center – e che ha finito per condizionare anche i due titoli di cui sopra.

È anche una crisi (piccola?) di Strategy
Rimane, quella alla quale abbiamo assistito, una crisi anche di Strategy, che è testimoniata dal -9,56% con il quale il titolo ha chiuso le contrattazioni venerdì. Parliamo in questo caso di MSTR, titolo che è un’azione ordinaria, che in larga parte rappresenta l’enorme tesoro di Strategy in Bitcoin.
Il crollo è arrivato in un venerdì che ha visto invece Bitcoin comportarsi tutto sommato da asset maturo, con perdite contenute anche rispetto al più blasonato Nasdaq-100.

C’è dunque una piccola crisi per Strategy, che questa volta non dipende da scelte dell’azienda – come era avvenuto poco prima dell’estate – ma piuttosto dalla scelta di MSCI di escludere le tesorerie crypto dai propri indici. Come abbiamo già raccontato sul nostro giornale, la decisione non è stata ancora presa direttamente. Tuttavia, sono stati già approvati criteri che, quando applicati, non potranno che escludere Strategy e chi ne imita l’azione sul mercato.
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