Aveva raccolto 70 milioni nel 2024: ora questa chain su Ethereum sta chiudendo. Le ultime date per i prelievi
Gli alti costi infrastrutturali e i bassi ricavi affossano un'altra chain dell'ecosistema Ethereum, che ora vuole migrare su Base.
14:57 • Pubblicato 22/10/2026
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Sta per lasciarci l’ennesima blockchain del mondo Ethereum, a meno di due anni dal suo lancio in mainnet a dicembre 2024. Dopo i recenti shutdown di Blast, Abstract – due L2 costretti a chiudere i battenti per questioni di sostenibilità economica – ecco che un altro progetto si prepara a spegnere definitivamente i propri validatori dopo aver rinunciato a sostenere i costi dell’infrastruttura.
Titoli di coda per Sophon, un network costruito con lo ZK Stack, il framework operativo sviluppato da Matter Labs, il team dietro la rete ZkSync. Nel 2024 aveva raccolto più di 70 milioni di dollari per portare avanti l’idea di un ecosistema di applicazioni consumer, ma ora l’obiettivo è stato drasticamente ridimensionato.
Gli utenti devono prelevare i fondi da Sophon, pena la perdita permanente degli stessi, entro il 25 novembre 2026, termine ultimo prima dell’avvio del processo di spegnimento.
Addio Sophon, rete L2 di Ethereum: era nata con tanta ambizione
Molti appassionati del mondo Ethereum ricorderanno Sophon per la sua vicinanza a ZkSync. Il progetto è stato infatti fondato da Sebastien, personaggio noto nella community, già responsabile dell’area DeFi di ZkSync, che aveva lasciato Matter Labs nel 2024 per avviare una nuova esperienza in solitaria, dedicata allo sviluppo di una chain consumer (lo stesso segmento di mercato di Abstract, che ha annunciato lo shutdown a inizio mese).
L’idea alla base di Sophon era quella di costruire un’infrastruttura specializzata in cui sviluppare applicazioni di vario genere – basate principalmente su gaming e intrattenimento – con cui attirare utenti non crypto-native. Per portare avanti quest’obiettivo, il team della rete L2 aveva raccolto ben 70 milioni di dollari nel 2024 attraverso due eventi separati: un seed round finanziato da VC, in cui ha ottenuto 10 milioni, e la successiva prevendita di nodi Sophon, che ha fruttato altri 60 milioni.
Peccato però che questi fondi non siano bastati a garantire la continuità della piattaforma nel lungo periodo (o quantomeno iniziavano a scarseggiare) con spese di gestione e manutenzione nettamente sopra i ricavi generati dalle commissioni delle transazioni.
In particolare, mantenere Sophon costava circa 3,4 milioni di dollari all’anno: una cifra che la rete non sarebbe riuscita a coprire nemmeno mantenendo il ritmo di ricavi registrato nel suo miglior mese di sempre, ossia agosto 2025 con 130.000 dollari di entrate lorde.

Nell’ultimo periodo abbiamo assistito a un’attività on-chain praticamente nulla su Sophon, soprattutto perché il progetto aveva già preannunciato il piano di chiusura della chain a giugno, senza tuttavia fornire scadenze specifiche. Ora invece il team ha definito una tabella di marcia per lo spegnimento.
Tutte le date per la chiusura di Sophon
Lo shutdown definitivo avverrà il 30 novembre 2026, data in cui la blockchain cesserà di essere operativa, con una dismissione di vari componenti infrastrutturali, tra cui i sequencer, i sistemi che pubblicano lo stato su Ethereum, i servizi RPC e i bridge.
Gli utenti che detengono fondi sulla rete devono necessariamente prelevare entro il 25 novembre. Dopo quel giorno non sarà più possibile recuperare alcun token, e tutti i capitali dovranno essere considerati persi. Il team ha anche indicato esplicitamente un sito per effettuare il claim di asset come ETH2.403 $▼ -2,59%, $SOPH, $USDC e altre monete.
Ad ogni modo, quello di Sophon non sarà un vero e proprio addio: il team ha parlato infatti di una migrazione verso l’ecosistema Base, dove il progetto intende appoggiarsi per portare avanti il sogno di realizzare applicazioni blockchain consumer. Questo passaggio comporterà spese operative di gran lunga inferiori, che permetteranno quindi di dedicare più risorse alla creazione del prodotto finale.
Grosse perdite per chi aveva puntato su questa chain
Sophon se ne va dall’ecosistema delle infrastrutture Ethereum lasciando non poche cicatrici agli utenti che avevano scommesso sul suo successo. In particolare, chi aveva acquistato i nodi della rete in prevendita prima del lancio in mainnet si è trovato a pagare fior di quattrini per un investimento che ha garantito entrate molto limitate e soltanto per un periodo di tempo breve.
Nel frattempo, chi aveva acquistato il token $SOPH al lancio si è ritrovato con una moneta che, già a giugno (prima ancora dell’annuncio dello shutdown), aveva perso oltre il 90% del suo valore. Da allora, il prezzo è sceso di un ulteriore 70% circa.
La storia di Sophon, e in generale di tutte le chain L2 di Ethereum che si sono avviate verso la chiusura, ci lascia qualche spunto di riflessione al margine delle perdite inflitte agli utenti:
- Non sempre raccogliere tanti capitali porta automaticamente al successo
- Mantenere le infrastrutture blockchain costa tanto, e se non si fanno grossi ricavi c’è qualche problema di fondo.
- Il business delle soluzioni di scalabilità è crollato nel 2026, e poche reti riusciranno verosimilmente a sopravvivere nel lungo periodo.
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