"Vendi Bitcoin, è finita". Secondo questo investitore tornerà su minimi incredibili. "Non farà mai più nuovi massimi"
È ancora Jason Calacanis a prendere in giro chi ha investito in BTC e non ha ancora venduto. Ecco la sua tesi.
13:27 • Pubblicato 27/10/2026
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L’imprenditore statunitense Jason Calacanis, storico VC del settore tech, se la prende di nuovo con Bitcoin: “Non raggiungerà mai più nuovi massimi”, per una tesi che poggia su un assunto relativamente semplice. Oggi ci sono troppi settori che promettono (e garantiranno?) ritorni maggiori di quelli che avevano reso Bitcoin attraente. Ritorni che Bitcoin non sarebbe più in grado neanche di promettere.
Di più, per Bitcoin starebbe iniziando un anno brutale. Nei prossimi 12 mesi, scrive sempre il relativamente popolare investitore, testeremo di nuovo i 57.000$, perché nessuno metterebbe più denaro in un network morto che funziona solo come riserva di valore.
Datemi soltanto 3 minuti per spiegare perché dovreste vendere Bitcoin adesso.
Vale la pena di starlo a sentire? Vediamolo insieme.
I punti della critica di Jason Calacanis
Partiamo con una premessa: non è la prima volta che Calacanis attacca BTC79.958 $▼ -0,40% e non è la prima volta che prova a dare qualche view toccando nervi scoperti di certi investitori.
Ad ogni modo, la tesi è questa:
- Non c’è motivo di investire in Bitcoin quando altri settori offrono più value;
- Non ha senso mettere denaro in un network morto;
- Prima si veniva presi in giro se non si aveva Bitcoin, ora invece è più intelligente non averlo.
Di più, Jason Calacanis afferma che nessuno suggerisce più di acquistare Bitcoin, ora che NFT e meme sono finiti. Anche qui, posizione opinabile, dato che il grosso delle società di investimento inizia a considerare Bitcoin come asset da investimento, da proporre anche ai clienti (BlackRock, Fidelity, ma anche società che non offrono direttamente prodotti su BTC).
Che fare allora?
La risposta di Jason Calacanis è forse più semplice della sua tesi:
Vendilo e passa da Bitcoin alla Super Intelligenza, perché uno non offre alcun valore, e l’altra invece offre vantaggi illimitati per l’umanità.
Che potrà essere anche vero, se non fosse che gli investimenti non si fanno a beneficio dell’umanità ma per le proprie tasche. Immaginiamo un mondo dove l’AI risolverà davvero quasi qualunque problema umano: chi ci dice che le aziende attuali saranno quelle che ne trarranno il maggior beneficio economico? E chi investirà invece in aziende che non ce la faranno, dovrebbe consolarsi in quanto ha aiutato l’umanità a progredire?
Ad ogni modo, una provocazione bella e buona che non riconosce, almeno ad avviso di chi vi scrive, i giusti meriti a Bitcoin, che in un anno difficile si è comportato meglio di tanti asset, anche dei settori più alla moda. Basterà, al lettore, confrontare sull’anno CoreWeave o IREN con la performance di BTC.
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