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Editoriale

18 anni fa Satoshi Nakamoto pubblicava il whitepaper di Bitcoin, che da maggiorenne è ormai fenomeno globale

Bitcoin compie ufficialmente 18 anni. Ed è sempre più grande. Com'è cambiato e come cambierà.

19:49 • Aggiornato 31/10/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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Bitcoin diventa maggiorenne. Il 31 ottobre di 18 anni fa Satoshi Nakamoto pubblicava il whitepaper, il documento che fissava le idee e le prime applicazioni pratiche delle stesse che avrebbero poi dato vita a questo esperimento monetario. In 18 anni di acqua sotto ai ponti ne è passata molta. C’è chi se n’è andato, chi è arrivato da poco, chi non ha smesso mai di crederci. Quel che è certo è che nessuno, 18 anni fa, si sarebbe mai immaginato di vedere Bitcoin dov’è oggi. E non solo in termini di prezzo.

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Nel frattempo il whitepaper è diventato costituzione di una comunità libera (e spesso sotto attacco), complemento d’arredo, credo ai limiti del religioso. Ha fatto la sua comparsa sui pannelli del Nasdaq, viene ripetuto quasi ossessivamente nei circoli più marginali di chi ritiene Bitcoin il più rivoluzionario strumento di sempre. L’unica verità è che Bitcoin ha fatto ciò in pochi avrebbero voluto: è diventato per tutti. Per chi vuole pagare senza intermediari, per chi vuole custodire il proprio patrimonio al riparo dalle mani rapaci della forza più o meno organizzata, di chi vuole speculare perché altro non conosce.

A purely peer-to-peer version of electronic cash…

Sono queste le parole che aprono il whitepaper firmato da Satoshi Nakamoto, pseudonimo dietro il quale si cela o si celano persone la cui identità è ancora dibattuta. Una frase che, almeno in certi circoli, è diventata tanto famosa quanto we hold these truths to be self-evident, una sorta di manifesto non solo tecnologico, ma anche e soprattutto ideologico.

Almeno però a parere di chi vi scrive, non tutti hanno pienamente compreso la portata di ciò che quel documento professava e professa ancora oggi: Bitcoin è per tutti. E soprattutto per chi non ci piace.

Abbiamo visto recentemente polemiche importanti per l’avvicinamento di certe entità russe, o ancora di quelle israeliane, nonché le solite polemiche sull’utilizzo (invero assai parco) che ne farebbero criminali incalliti e terroristi.

La verità è che il denaro è neutrale o non è. È per tutti o diventa una tessera dei punti del supermercato, oppure ancora uno strumento di segregazione più che di libero scambio.

A 18 anni da quel documento, qui su Criptovaluta.it® non possiamo che unirci a chi sta celebrando la ricorrenza. Perché è passato un altro anno senza che questo incredibile sogno sia svanito, senza che si sia arreso chi lo porta avanti. E anzi, la sua mera esistenza ha già cambiato il mondo: non solo direttamente, con ciò che ha permesso a chi lo utilizza, ma anche indirettamente. Oggi anche le banche centrali devono tenerne conto, cercare di correggere i loro comportamenti, aggiustare il tiro, sapendo che un’alternativa, per quanto ancora non diffusa urbi et orbi, c’è.

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Caporedattore e Content Strategy

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Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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