Si vota negli USA, anche sulle crypto. Cosa cambierà dopo le elezioni secondo Teddy Fusaro di Bitwise (e come prepararsi)
Tutti sono preoccupati per le elezioni negli States. Ne abbiamo parlato con il presidente di uno dei più importante gestore di ETF crypto al mondo.
15:49 • Pubblicato 02/11/2026
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ESCLUSIVA CRIPTOVALUTA.IT®: Il mondo crypto è con il fiato sospeso: tra poche ore si voterà negli Stati Uniti e il prossimo Congresso dovrà farsi carico anche della definizione di regole per il mondo crypto, dopo che il Senato ha bocciato in estate il CLARITY Act. In tanti temono un’onda blu – una vittoria a valanga dei democratici che, secondo la vulgata, renderebbe più difficile avere delle leggi favorevoli per il settore. Abbiamo deciso di parlarne con Teddy Fusaro, presidente di Bitwise, società che gestisce diversi ETF a tema crypto, da Bitcoin a criptovalute più di nicchia.
Le cose sono più complicate della misurazione della macchia rossa (repubblicana) o di quella blu (democratica). Le agenzie di regolamentazione dei mercati come SEC e CFTC stanno già emanando regolamenti, con il Congresso che si trova, una volta tanto, a inseguire.
Sarà onda blu? E cosa cambierà per il mondo crypto?
La grande questione rimane quella riguardante la capacità degli Stati Uniti di dotarsi di regole organiche sulle quali tanto le società finanziarie quanto i consumatori potranno fare affidamento in futuro. Ed è su questa capacità che si gioca almeno parte dello scontro politico interno alle criptovalute.
Anche se i sondaggi e le previsioni parlano di un’onda blu, a prescindere dal controllo repubblicano o democratico del Senato, c’è un fronte largo bipartisan a Washington che capisce che abbiamo bisogno di leggi sulle criptovalute. Un controllo democratico vorrebbe dire probabilmente un maggiore focus sulla supervisione, sulla protezione dei consumatori, sui conflitti di interesse, che erano però già punti importanti del CLARITY che è stato poi bocciato in estate.
Non si tratterebbe dunque, almeno secondo Teddy Fusaro di Bitwise, di una questione di sì o no, ma di come, e tra le altre cose su temi che sono stati già dibattuti e in parte recepiti dal CLARITY Act che non ha ottenuto la maggioranza necessaria in Senato.
Non ci aspettiamo che queste elezioni rivoluzionino dall’oggi al domani l’intero quadro normativo, indipendentemente dal risultato.
Non ci saranno dunque sorprese, ma sfumature di quella che poi dovrebbe diventare una legge – onnicomprensiva ad eccezione delle stablecoin che invece sono già regolamentate dal GENIUS Act – sul mondo delle criptovalute e di BTC77.833 $▼ -0,21%.
Le agenzie di regolamentazione stanno andando avanti e continueranno a farlo
La bocciatura del CLARITY Act ha comportato per le agenzie come SEC e CFTC campo libero in termini di regolamenti che – con i limiti imposti dalla legge alla loro autorità – hanno già emesso.
I regolatori dell’Amministrazione Trump continueranno a lavorare, con l’autorità che già hanno, e ci saranno progressi che sarà difficile cancellare. Il comparto crypto deve ancora conquistare un maggiore sostegno all’interno del Partito Democratico. Sebbene abbiamo registrato progressi su questo fronte, la possibilità di un’ondata blu alle elezioni evidenzia la necessità di fare ancora di più.
Alle elezioni dunque senza eccessive paure, con la certezza che la sponda democratica è meno sensibile verso certe istanze e che ci sarà del lavoro da fare. Niente di drammatico per Bitcoin e crypto però, a prescindere dal risultato.
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