Exit tax, Fioramonti, Europa Verde: "Favorevoli, ma..." Se ci sarà patrimoniale colpirà anche crypto
L'exit tax piace anche a sinistra, ma non in questi termini. Intanto però si pensa alla patrimoniale su tutti gli asset, crypto comprese.
21:37 • Pubblicato 03/11/2026
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ESCLUSIVA CRIPTOVALUTA.IT® – Il testo della Legge di Bilancio definitivo non è stato ancora depositato, ma le discussioni sono già molto accese. In particolare, a tenere banco è la cosiddetta exit tax – che si applicherebbe a chi va via dall’Italia con un patrimonio di oltre 800.000€. Almeno secondo la formulazione che si trova nelle bozze che hanno avuto già ampia circolazione, colpirebbe anche il mondo crypto.
Sul tema è intervenuto anche l’ex Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del governo Conte II Lorenzo Fioramonti, responsabile nazionale per le politiche economiche e industriali di Europa Verde, formazione che fa parte di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS).
E si torna a parlare anche di patrimoniale, che nelle intenzioni però di Fioramonti colpirebbe soltanto patrimoni superiori ai 5 milioni di euro.
Exit tax? Piace a Europa Verde, ma non così
Noi di AVS siamo generalmente favorevoli al concetto di Exit Tax, su tutti i tipi di patrimoni mobili, ovviamente. Ciò che però ci stupisce è che il Governo Meloni sia contrario alla nostra proposta di una piccola tassa dell’1% o 2% sui grandissimi patrimoni superiori ai 5 milioni di euro ma poi non abbia alcun problema nel tassare al 26% anche i profitti non realizzati su patrimoni superiori agli 800.000€ attraverso la nuova Exit Tax.
Criptovaluta.it®: dunque la vostra proposta di patrimoniale tra l’1% e il 2% equiparerebbe tutte le classi di asset? O le criptovalute dovrebbero essere tassate di più anche nell’ambito di un’eventuale patrimoniale?
Al momento non facciamo alcuna distinzione sul fronte delle criptovalute. Un patrimonio è un patrimonio a prescindere dalla forma che prende.
Dunque patrimoniale con dentro le criptovalute sì, ma no al trattamento impari di cui sono oggetto al momento almeno in termini di tassazione sui profitti. Profitti che, nel caso della Exit Tax, sarebbero tra le altre cose non realizzati.
Della Exit Tax si sta dibattendo alacremente da giorni, anche in termini di applicabilità.
Il governo si dimostra ancora una volta dominato da misure improvvisate, perché la Exit Tax va coordinata con i Paesi di destinazione, per evitare la doppia imposizione, che è un rischio reale.
Sarebbe curioso vedere un Paese terzo rinunciare alla propria capacità di imposizione, con Fioravanti che conferma di trovare la proposta, per come è circolata, un gran pasticcio in questo versione, che tasserebbe tra le altre cose profitti non realizzati.
Exit Tax sì, ma non così. Colpire le criptovalute e Bitcoin con un’eventuale patrimoniale, ma in condizioni di parità rispetto agli altri asset. Per chi, in vista della tornata elettorale del 2027, sta iniziando a guardarsi intorno, la proposta di Europa Verde è questa.
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