Tassi in Europa: Natale con gli aumenti, secondo Joachim Nagel sono inevitabili
Tira una brutta aria a Francoforte. E la sorpresa natalizia non sarà delle migliori.
20:37 • Pubblicato 03/11/2026
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In Europa ci saranno i tanto temuti aumenti dei tassi di interesse a dicembre. A confermare la quasi certezza della decisione è Joachim Nagel, che è membro del Governing Council della Banca Centrale Europea. La decisione sarà dovuta a un outlook per l’inflazione in netto peggioramento, sul quale pesano, aggiungiamo noi, costi energetici che difficilmente rientreranno a breve. Anche le proiezioni medie per quanto riguarda i prezzi ai consumatori di settembre indicavano la necessità di intervenire. Il quadro, aggiunge Nagel, è addirittura peggiorato da allora.
Le probabilità che BCE possa permettersi di aspettare scendono dunque quasi a zero, pur dovendo tenere conto del fatto che Nagel, un tempo papabile successore di Lagarde, è da annoverarsi senza dubbio alcuno tra i falchi, pur se non tra i più estremi. La sua opinione pertanto va soppesata tenendo conto delle sue tendenze per politiche monetarie restrittive. Nagel è inoltre tra gli aventi diritto di voto anche a questa tornata.
Perché i tassi aumenteranno quasi certamente?
Perché in realtà la situazione è in peggioramento rispetto a settembre, quando le ultime proiezioni dell’inflazione indicavano già come necessario almeno un altro aumento dei tassi entro la fine dell’anno. A ottobre la Banca Centrale Europea ha deciso di attendere e ora per dicembre difficilmente si riproporrà un’occasione simile.
Gli ultimi dati sull’inflazione europea lasciano d’altronde poco spazio alla fantasia. Italia sopra il 5%, con gli altri Paesi che non solo sono poco distanti, ma in trend opposto rispetto a quello che BCE vorrebbe vedere.
Oltre Nagel, altri si sono espressi recentemente nel senso di possibili aumenti. Ultimo in ordine temporale è stato il bulgaro Dimitar Radev (altro falco), che ha detto che la decisione di ottobre non deve lasciar pensare che con i tassi sia ormai tutto a posto. Ovvero che potrebbero esserci ulteriori aumenti ai tassi di interesse di riferimento.
Tutto questo mentre BCE cerca il successore di Lagarde
BCE ha anche altro di cui preoccuparsi. Christine Lagarde ha infatti annunciato che da febbraio non sarà più al timone della Banca Centrale Europea e fervono i preparativi per individuare un successore. Lo si dovrà fare presto e – dicono i più cinici – prima delle elezioni francesi.
Parte della decisione di Lagarde sarebbe proprio dovuta alla necessità di scongiurare una nomina che coinvolga il probabile prossimo governo di destra di Parigi. Difficile però che una nuova nomina cambi l’orientamento di una BCE che è per ora in balia dei dati.
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