Ora a far tremare i mercati è Bank of Japan, dopo Fed e BCE rilassate. Ecco cosa aspettarsi
Fed e BCE mantengono i tassi fermi, mentre la Bank of Japan prepara la decisione. Inflazione e rendimenti tengono i mercati sotto pressione
21:17 • Pubblicato 29/10/2026
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Il trittico delle riunioni delle Banche Centrali si avvia alla conclusione con i rendimenti dei Titoli di Stato in calo dai massimi di inizio ottobre. Ieri la Federal Reserve ha lasciato i tassi tra il 3,75% e il 4%, mentre oggi la BCE ha confermato il tasso sui depositi al 2,50% con l’addio della Lagarde a febbraio. Domani chiude la Bank of Japan, attesa ferma all’1,25%, e nessuna delle tre Banche Centrali apre a un taglio.
Il trittico delle banche centrali vede Fed e BCE con i tassi fermi
Il comunicato della Federal Reserve è passato con 10 voti contro 2. Lisa Cook, governatrice della Fed, e Beth Hammack, presidente della Fed di Cleveland, avrebbero preferito un rialzo di 25 punti base. Il presidente Kevin Warsh non ha dato indicazioni sul percorso dei tassi. Lo statement si limita a ribadire che l’inflazione resta elevata e che serviranno altri dati per decidere. La prossima decisione arriva il 9 dicembre e i due voti contrari tengono aperta l’ipotesi di un rialzo.
I rendimenti dei Treasury scendono dopo la Fed
I Treasury reagiscono con un calo dei rendimenti su tutte le scadenze, scesi dai massimi toccati tra fine settembre e inizio ottobre. Il decennale (T-Note) rende il 4,980%, il titolo a 2 anni il 4,650% e il trentennale il 5,322%. Nel grafico si vede che oggi cede di più il 2 anni, la scadenza più legata alle attese sulla Fed. I livelli aggiornati sono sul tool dei rendimenti dei titoli di Stato di Criptovaluta.it®.

La BCE conferma i tassi e vede rischi al rialzo sull’inflazione
La BCE oggi ha lasciato invariati i tre tassi ufficiali senza impegnarsi su un percorso per le prossime riunioni. Francoforte vede rischi al rialzo per l’inflazione dell’area euro, salita al 3,8% a settembre per la spinta dei prezzi dell’energia. La Banca Centrale segnala però anche condizioni di finanziamento più restrittive, un fattore che pesa a sua volta su inflazione e crescita.
Sulla giornata pesa l’annuncio di Christine Lagarde, che lascerà la presidenza della BCE il 7 febbraio 2027, in anticipo sul mandato. Il grafico dei decennali mostra il BTP al 4,497% con un calo di 0,016 punti percentuali e il Bund tedesco al 3,353%. Lo spread, cioè la differenza di rendimento tra BTP e Bund, resta intorno ai 114 punti base. Fa eccezione la Francia, che resta sotto pressione, con l’OAT che non segue il calo e rende il 4,919%, circa 42 punti base sopra il BTP.

L’euro si rafforza sul dollaro dopo la BCE
Il cambio euro-dollaro e il Dollar Index, al momento di questa stesura, si muovono in direzione opposta. Dopo la BCE il future sull’euro ha recuperato dal minimo di giornata a 1,1124 dollari fino a 1,1179, con un +0,09%. Il Dollar Index scende invece a 102,048 punti, dopo un massimo a 102,448. Il grafico mostra che da settembre il dollaro è salito sopra quota 102 mentre l’euro arretrava in perfetto antagonismo.

La Bank of Japan chiude il trittico delle Banche Centrali
Domani tocca alla Bank of Japan, che secondo i sondaggi di Bloomberg, Reuters e CNBC lascerà i tassi all’1,25% dopo il rialzo di settembre. L’83% degli economisti sentiti da Bloomberg colloca il prossimo rialzo a dicembre. Il grafico monthly affianca il tasso della banca centrale al decennale giapponese, che rende il 2,834% dopo aver superato il 3% a settembre. L’orario esatto della decisione è indicato nel calendario economico di Criptovaluta.it®.

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