BCE prepara la stangata per gli europei: liti accese nella banca centrale. A dicembre il conto da pagare
Oggi l'abbiamo sfangata, ma con grande fatica. Per dicembre, sotto l'albero, cattive notizie.
19:00 • Pubblicato 29/10/2026
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BCE è pronta ad aumentare i tassi di interesse a dicembre, almeno secondo un’esclusiva pubblicata da Bloomberg che cita persone informate dei fatti ma rimaste, per ovvi motivi, anonime. Con i dati macro a disposizione e con la situazione in Medio Oriente che non accenna a migliorare – sarebbe necessario intervenire con un quarto di punto di aumento dei tassi nella speranza di contenere un’inflazione che è di nuovo fuori controllo. Tutto questo mentre si discute di un post-Lagarde con il quale le autorità europee dovranno fare i conti prima del previsto.
Nel frattempo, anche a richiesta di Criptovaluta.it® – da BCE non arrivano risposte sul tema. Con ogni probabilità ne sapremo di più con le dichiarazioni pubbliche di singoli membri del board nei prossimi giorni.
Per Lagarde la traiettoria sarebbe chiara
Parliamo di tassi – e non del suo addio prima della scadenza del mandato. Sempre secondo le voci riportate da Bloomberg, anche l’equidistante governatrice vedrebbe un ulteriore aumento dei tassi entro la fine del 2026. Tra le altre cose, si sarebbe arrivati alla decisione di oggi, quella di mantenere i tassi invariati dopo discussioni assai accese. Non tutti, per capirci, erano d’accordo e in diversi avrebbero voluto un aumento dei tassi già ora, in ottobre.
Per Lagarde comunque i rischi di un’inflazione che contagi anche altri settori dell’economia (partendo da quello dell’energia) sono per il momento contenuti, per quanto ritenga che i rischi nelle prossime settimane siano in aumento.
Intanto parte il toto-successore
I nomi che circolano ovunque sono quelli dello spagnolo Pablo Hernandez de Cos e quello dell’olandese Klaas Knot. I mercati non hanno però ancora preso le misure per quello che sarà un conclave piuttosto acceso. Mai prima di oggi il sentiment intorno al futuro delle politiche monetarie dell’eurozona era stato così diviso.
Da un lato c’è chi chiede di non andare avanti con politiche monetarie restrittive e preferirebbe – come nel caso dell’Italia – chiudere un occhio e mezzo sull’inflazione per non fiaccare una crescita economica già parecchio fragile. Dall’altro c’è chi vorrebbe intervenire con il pugno di ferro. In mezzo – come dimostra il nostro grafico – quasi il nulla.
Sarà un compito assai difficile quello del successore di Lagarde, che lascerà una barca che forse non affonda, ma che sembra senza timone dalla crisi post-COVID, che pur Mrs. Lagarde aveva bollato come temporanea.
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