Crollano le Borse, Bitcoin ed Ethereum a picco: i grandi investitori si stanno coprendo così
Il nefasto calo di Bitcoin ed Ethereum ha spinto i maggiori operatori del mercato delle opzioni a rivalutare il rischio e il proprio posizionamento.
17:27 • Pubblicato 06/11/2026
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Wall Street ha appena subito uno dei crolli più pesanti dell’ultimo decennio, innescando un profondo clima di paura e terrore che non può che aver contaminato anche il mercato delle criptovalute. Bitcoin ed Ethereum registrano sessioni dominate completamente dagli orsi, con i rispettivi prezzi in calo del 5,8% e del 7,8% nelle ultime 24 ore. L’intero settore crypto ha perso 150 miliardi di capitalizzazione in appena un giorno.
Ovviamente, un drawdown così marcato ha spinto i grandi investitori a rivedere il proprio posizionamento sui mercati, specialmente nel segmento più professionale delle opzioni. Vediamo infatti un incremento del volume di trading su determinate piazze, un aumento della volatilità implicita e un progressivo spostamento verso le strategie di copertura contro nuovi potenziali downside.
Bitcoin ed Ethereum in forte ribasso: si accende il mercato delle opzioni
Nelle ultime 24 ore, il volume nozionale complessivo scambiato sul mercato delle opzioni ha raggiunto i 12,3 miliardi di dollari, di cui 7,5 miliardi solo sui contratti legati a BTC75.574 $▼ -1,66%. Gran parte dell’attività speculativa si è concentrata proprio a ridosso dell’apertura delle Borse di Wall Street, quando il forte sell-off sui titoli tecnologici e del settore AI ha trascinato al ribasso anche Bitcoin ed Ethereum.
In particolare, secondo i dati di Laevitas, tra le ore 15:00 e le ore 16:00 della seduta di ieri si sono registrati oltre 4 miliardi di dollari di scambi, quasi un terzo del volume complessivo delle ultime 24 ore. Anche stamattina, in corrispondenza dell’apertura delle Borse europee, si è osservato un incremento dei volumi, che resta però di gran lunga inferiore rispetto a quanto registrato all’inizio della sessione americana.

Per quanto riguarda le scadenze, dopo l’ultimo appuntamento da 11 miliardi, ora la prossima data che incorpora più open interest è quella del 25 dicembre, dove sono presenti 10,5 miliardi di dollari di posizioni, di cui la maggior parte relativa a contratti call.
C’è una buona dose di interesse anche per il 27 novembre, con poco più di 5 miliardi di dollari che potrebbero accentuare la volatilità in prossimità della fine del mese. Entrambe le date saranno da monitorare con attenzione, vista l’elevata concentrazione di posizioni.

I contratti più negoziati dai trader di opzioni
Chiaramente, molti trader di criptovalute hanno aperto nuove coperture difensive durante il violento sell-off di Wall Street, cercando di proteggersi da ulteriori ribassi oppure di sfruttare il movimento assumendo posizioni direzionali short. Nelle ultime 24 ore, infatti, il contratto più negoziato su Bitcoin sembra essere stato quello put con strike price a 74.000 dollari e scadenza il 27 novembre, che ha registrato un volume di 2.215 $BTC.
A seguire, vediamo un altro contratto put con strike a 69.000 dollari, sempre con scadenza 27 novembre, dove si sono concentrati 1.736 $BTC di volumi. In linea di massima, gli scambi più intensi hanno interessato proprio i contratti put, sebbene parte di questi volumi possano essere riconducibili a strategie più complesse, confermando una maggiore attenzione degli operatori verso scenari di prezzo ribassisti.

Anche per Ethereum, la situazione è simile, nonostante nelle ultime 24 ore ci siano state più scommesse legate ai contratti call piuttosto che a quelli put. In ogni caso, i trader rimangono comunque molto titubanti sugli scenari rialzisti, evidenziando una maggiore predisposizione a cercare protezioni difensive in questa determinata fase di mercato, come emerge dalla lettura dello skew.
Volatilità implicita e skew: i trader prezzano la paura su Bitcoin ed Ethereum
Il crollo di Bitcoin ed Ethereum ha portato a un rapido incremento della volatilità implicita su entrambi gli asset. Il DVOL Index di Deribit, che misura l’IV attesa dal mercato nei successivi 30 giorni attraverso il prezzo delle opzioni (su $BTC), ha registrato un’impennata dell‘11% nella sessione di ieri. Lo stesso indice su $ETH ha riportato una salita simile.
Il mercato inizia quindi a prezzare uno scenario di maggiore incertezza, spostandosi dal regime di bassa volatilità che aveva dominato le settimane precedenti. Non siamo però ancora minimamente vicini ai livelli registrati a giugno, il che significa che questa volta gli investitori di opzioni stanno reagendo al sell-off con maggiore calma, senza ancora prezzare uno scenario di panico generalizzato.
Comunque sia, sta crescendo il premio associato al posizionamento put, con il delta skew 25 che ha appena toccato il livello più basso da inizio ottobre, sia su Bitcoin che su Ethereum. Questo vuol dire che in questo momento le opzioni put costano relativamente di più rispetto alle call, segno che c’è molta domanda per assumere protezione contro possibili altri cali.
Attenzione a questo livello su Bitcoin: potrebbe accentuare il crollo
Attualmente c’è un livello molto importante su Bitcoin che andrà monitorato con attenzione per capire come potrebbero muoversi i prezzi nel medio periodo. Parliamo del target dei 75.000 dollari, dove ora i market maker risultano essere short call, ossia con un’esposizione Gamma GEX negativa, pari a circa 4 miliardi di dollari.
Questo significa che i market maker dovranno adeguare dinamicamente le proprie coperture per mantenere un’esposizione delta neutral al mercato, dovendo oltretutto gestire volumi importanti. In genere un Gamma GEX negativo implica due scenari principali:
- Se Bitcoin sale, i market maker devono comprare per coprirsi
- Se BTC scende, devono vendere per coprirsi
In pratica, all’avvicinarsi dei 75.000 dollari, i dealer dovranno comprare mentre il prezzo sale e vendere mentre il prezzo scende, dinamica che potrebbe aumentare drasticamente la volatilità se il mercato non avrà abbastanza profondità sul book per assorbire acquisti o vendite spot improvvisi.
Attenzione soprattutto all’ipotesi di rottura ribassista del livello, poiché in quel caso Bitcoin potrebbe subire un forte ridimensionamento delle quotazioni, soprattutto se ci sono anche delle aree di liquidazioni long con cui dover fare i conti. Potete verificare qui gratuitamente la heatmap delle liquidazioni futures per i maggiori crypto asset.
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