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Crash Bitcoin e crypto: le liquidazioni long superano gli 1,2 miliardi di dollari - il dato peggiore da giugno

I futures Bitcoin e crypto reagiscono alle tensioni di Wall Street con una forte ondata di liquidazioni. Ma emergono anche alcune divergenze interessanti.

15:07 • Pubblicato 06/11/2026

Alessandro Adami Avatar

Scritto da Alessandro Adami

DeFi & On-Chain Specialist

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Non tira una bella aria nel mondo crypto, almeno per quanto riguarda il mercato dei futures. Solo nelle ultime 24 ore sono evaporate posizioni per più di 1,2 miliardi di dollari, con una vasta concentrazione sul lato dei long. Sembra davvero un pessimo momento dal punto di vista speculativo per chi sta cercando esposizione al rialzo, complice un vento di incertezza e terrore che arriva da Wall Street.

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Praticamente tutti gli asset crypto hanno registrato sell-off più o meno violenti nella seduta di ieri, accompagnati da una contrazione significativa dell’open interest e del funding rate, evidenziando un peggioramento del sentiment e un minor appetito per il rischio degli investitori. Analizziamo in questo articolo come è cambiato l’outlook dei futures e cosa dobbiamo aspettarci da qui ai prossimi giorni.

Le liquidazioni di Bitcoin e crypto colpiscono i long: bagno di sangue nei futures

Secondo i dati Glassnode, su un totale di 1,27 miliardi di dollari di liquidazioni, 1,12 miliardi sono relativi a posizioni long, cioè circa l’88% del totale. Il contratto più colpito è ovviamente quello di BTC75.645 $▼ -4,98%, essendo l’asset più negoziato sui futures crypto, con 335 milioni di dollari di posizioni liquidate, seguito da $ETH, che registra 214 milioni.

Anche gli asset TradFi negoziati sui perpetual futures hanno chiaramente risentito del pesante clima di avversione al rischio sui mercati, con un’accelerazione delle vendite innescata all’apertura di Wall Street nella sessione di ieri. Sandisk subisce liquidazioni per 58 milioni, mentre l’ETF SOXL si attesta a 57 milioni. Forti pressioni anche su Micron e SK Hynix, in un movimento che ha colpito trasversalmente l’intero comparto dei semiconduttori, insieme a tutta la filiera tech.

A livello aggregato, le liquidazioni long hanno raggiunto un’intensità che non si registrava dal crash di giugno, quando Bitcoin era sceso al di sotto dei 60.000 dollari.

Liquidazioni Bitcoin crypto ultime 24 ore
Liquidazioni delle ultime 24 ore – Fonte dati: https://www.coinglass.com/

Vi ricordiamo che sul nostro sito potete seguire in tempo reale la mappa delle liquidazioni, individuando i livelli che sono attualmente più a rischio di nuove liquidazioni, sia sul fronte long che su quello short.

Crollo dell’open interest su Bitcoin, ma attenzione a questo dato

Ovviamente, liquidazioni così importanti non possono che aver modificato il profilo di metriche chiave nei mercati futures di Bitcoin, come l’open interest e il funding rate. I contratti basati su $BTC hanno infatti riportato una contrazione di circa il 2% nella somma delle posizioni aperte nelle ultime 24 ore, con un movimento che è stato però parzialmente assorbito dopo il crash in concomitanza dell’apertura delle Borse tradizionali.

Il funding rate è stato quasi dimezzato, passando da un valore pari allo 0,010% fino all’attuale 0,0058%, come risultato di un netto ridimensionamento della domanda di esposizione rialzista attraverso strumenti a leva. In ogni caso, il tasso di finanziamento resta ancora maggiore rispetto ai livelli di metà ottobre, quando lo stesso indicatore era addirittura sceso temporaneamente in territorio negativo.

Metriche futures Bitcoin
Open interest e funding rate su Bitcoin – Fonte dati: https://openmarket.xyz

Da notare anche come l’open interest mostri una lieve divergenza rispetto all’andamento del prezzo di Bitcoin. Infatti l’OI, nonostante il calo di ieri, sembra viaggiare in una traiettoria laterale, mentre il grafico di $BTC si muove con tendenza ribassista. Ad esempio, ai livelli attuali la metrica riporta lo stesso valore di posizioni aperte che si poteva osservare quando la criptovaluta veniva negoziata a 84.000 dollari a inizio ottobre.

Questo dato ci offre un’informazione molto interessante: il mercato non ha reagito al crollo di Wall Street con un reset completo della leva, con gli operatori che, seppur verosimilmente spaventati, hanno ridotto solo marginalmente la propria esposizione speculativa.

Altro dato interessante: quello degli ETF Bitcoin, che hanno scaricato solo 430 milioni ieri, in una giornata in cui ci saremmo potuti aspettare qualche outflow in più.

Cambia il rapporto tra long e short nei mercati futures

Al netto della divergenza di cui abbiamo appena parlato, notiamo come con il crollo di ieri si sia verificato un netto cambiamento nella distribuzione di posizioni long e short sui futures Bitcoin. Nel dettaglio, sui mercati di Binance (piazza che presenta volumi e OI maggiori) vediamo come il rapporto tra account posizionati al rialzo e al ribasso sia passato dal punteggio di 2,6 nella giornata di mercoledì fino agli 1,39 nella seduta di ieri.

Questo ci fa capire che, nonostante il controvalore delle posizioni aperte (OI) sia rimasto relativamente stabile, molti trader hanno evidentemente abbandonato l’esposizione rialzista, chiudendo i propri long oppure spostandosi sul fronte degli short.

Rapporto long short Bitcoin futures
Rapporto tra account long e short Bitcoin – Fonte dati: https://www.theblock.co/

Questa lettura è coerente anche con quello che possiamo dedurre dall’indicatore Whale vs Retail delta, che confronta l’attività di acquisto e vendita delle balene rispetto ai retail, sulla base dei flussi taker buy/sell. In particolare, i grandi investitori sarebbero stati più attivi in quest’ultima fase, acquistando attivamente il calo e contribuendo ad arginare la discesa, mentre probabilmente gli operatori più piccoli erano fortemente esposti long prima del crollo e si sono trovati con le proprie posizioni liquidate durante il movimento di ieri.

Sembra dunque che le balene abbiano avuto la meglio anche stavolta, almeno per quanto riguarda i mercati futures di Bitcoin, mentre su Ethereum la situazione potrebbe essere diversa, a causa di un recente allarme lanciato dagli investitori più abbienti.

Cosa guardare da qui ai prossimi giorni?

La parola d’ordine è ricostruire. Se Bitcoin e l’intero mercato crypto vogliono tornare in modalità rialzista sarà imprescindibile riuscire a ricostruire parte delle posizioni liquidate dal crash di ieri, e parallelamente ricostruire il sentiment dei retail.

In particolare, un ulteriore movimento ribassista di $BTC e la rottura dei 75.000 dollari potrebbero complicare le cose per i long, portando probabilmente a una forte ondata di volatilità. Al contrario, un ritorno al di sopra dei 77.300 dollari potrebbe spingere gli investitori a tornare sul carro e riaprire la strada a un recupero più convincente.

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DeFi & On-Chain Specialist

Ordine dei Giornalisti delle MarcheFondatore del chapter Legal Hackers di Civitanova MarcheVedi le credenziali

Expertise

  • Analisi e recensione di protocolli decentralizzati
  • Analisi dati on-chain e strategie yield DeFi
  • Options flow e derivati
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", è un giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti, esperto in materia di finanza decentralizzata ed applicazioni web3. Investe e segue da vicino gli sviluppi dei progetti Ethereum e Chainlink.

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