"Chiuderemo il mining Bitcoin entro fine anno". Il miner un tempo leader abbandona definitivamente il settore
Un miner storico dice addio a Bitcoin. Entro fine anno tutte le macchine saranno spente.
20:01 • Pubblicato 05/11/2026
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Un tempo era la prima società quotata per quantità di hashrate, ovvero di potenza di calcolo che destinava al mining Bitcoin. Entro la fine dell’anno però il suo impegno in Bitcoin scenderà a zero. Parliamo di Core Scientific, che durante la conference call di oggi a margine dei risultati trimestrali ha confermato che questo sarà l’ultimo trimestre di attività in BTC per il gruppo.
A parlare è il CEO Adam Sullivan, che dopo aver illustrato i progressi del gruppo nel settore AI (fornisce potenza di calcolo), ha chiuso il discorso piuttosto laconicamente.
Stiamo semplificando il business per concentrare le nostre risorse su opportunità di crescita più attrattive sul lungo periodo. Ci aspettiamo di completare la nostra uscita dal mining Bitcoin entro la fine dell’anno.
Il gruppo si stava disimpegnando da tempo dal mining Bitcoin, fenomeno che in realtà riguarda tanti dei gruppi storici attivi in questo comparto. Altri invece stanno cercando di rimanere in entrambi i settori, come ad esempio sta facendo Luxor.
Cosa cambia per il mining Bitcoin?
In realtà l’hashrate totale continua a rimanere su livelli molto alti e sembrerebbe essere condizionato più dall’andamento del prezzo di BTC76.098 $▼ -5,23% che da altre questioni, come appunto quella della grande fuga dei miner più articolati, che stanno cercando di sfruttare il loro know how per offrire servizi nel mondo AI.
Non che la cosa stia dando granché i suoi frutti, almeno in questa parte del ciclo che vede una forte pressione su tutte le società del segmento neocloud.
Oggi altro crollo ai limiti dell’incredibile, che si aggiunge a perdite di enorme portata che si susseguono ormai da giugno. Molti dei titoli del comparto hanno già perso oltre il 50%.
È la scelta corretta?
I miner come Core Scientific hanno fatto un ragionamento piuttosto semplice: i contratti dell’AI consentono di programmare capitali in entrata e anche investimenti. Questo a patto però che i data center che hanno promesso possano essere davvero portati a termine.

Il mining Bitcoin rimane invece ancorato a cicli di mercato spesso imprevedibili e a un’enorme oscillazione dei ricavi, anche sul breve periodo.
Per ora però le borse – soprattutto dopo la serie di crolli per il comparto AI – sembrerebbero non essere troppo d’accordo con la scelta.
L’hashrate di Bitcoin rimane comunque – dopo un recupero significativo nelle ultime settimane – a ridosso dei massimi storici.
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