Brent e WTI crollano sulle speranze di pace, ma Polymarket scommette su nuovi rialzi
Il petrolio crolla dopo le Midterm, ma il conflitto con l’Iran continua. Brent e WTI rimbalzano, mentre su Polymarket si punta su possibili nuovi massimi del greggio
21:27 • Pubblicato 06/11/2026
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Il petrolio si avvia a chiudere la settimana con i cali maggiori dal 2020, con il Brent a -13,96% e il WTI a -13,26% al momento di questa stesura. La scintilla è arrivata dalle elezioni Midterm americane, lette dal mercato come una bocciatura della guerra e un’apertura verso la pace con l’Iran. Sul campo però nulla è cambiato, e la risposta più seria la danno la curva dei future e le probabilità di Polymarket.
Il crollo del petrolio dopo le Midterm americane
Mercoledì, all’indomani del voto che ha travolto i Repubblicani, WTI e Brent hanno perso più dell’8% in una seduta. Le chiusure sono state di 94,62$ per il Brent e 88,12$ per il WTI, i livelli più bassi dal 31 agosto. Il vicepresidente JD Vance lo ha detto senza giri di parole, perché la sconfitta è figlia della guerra. Coi numeri attuali questa è la settimana peggiore dalla pandemia secondo i dati citati da Reuters. Da inizio 2026 entrambi i tipi di greggio restano su rialzi enormi, +60,37% il Brent e +57,31% il WTI.
Sul campo del conflitto con l’Iran non è cambiato nulla

La corsa a vendere somiglia più a un movimento di pancia che a una reazione ai fatti. Il conflitto era iniziato a fine febbraio e ad aprile il Brent era arrivato a toccare 126$. Gli attacchi alle petroliere proseguono a ritmo quasi record secondo l’agenzia marittima britannica UKMTO, con tre nuovi episodi rivendicati giovedì a Hormuz. Rapidan Energy, società americana di ricerca sui mercati energetici, stima all’80% la probabilità che i combattimenti riprendano.
Il mercato infatti ci sta già ripensando, e i grafici daily affiancati mostrano un rimbalzo dai minimi di ieri. Il WTI quota 90,42$ con il rimbalzo partito dall’area supportiva degli 87,50$, mentre il Brent si tiene più alto e quota 97,10$. La contrazione dai massimi della settimana scorsa è del 15%, mentre il primo supporto rilevante resta più in basso, in area 91$.
La curva dei future del Brent sconta un rientro graduale
Finché non ci saranno accordi veri, il ragionamento prospettivo sul prezzo del petrolio si fa sulle scadenze dei future. Il grafico delle tre scadenze del Brent mostra gennaio a 97,56$, marzo a 92,00$ e giugno a 86,38$. La struttura si chiama backwardation, cioè il mercato paga un premio per il barile subito e prezza consegne future più basse. Tra gennaio e giugno lo sconto supera gli 11$, il segnale di una scarsità percepita oggi e attesa in rientro graduale. Il crollo di questa settimana ha colpito tutta la curva dei future in misura simile, tra 12$ e 15$ dai massimi di fine ottobre.

Polymarket prezza un novembre di oscillazioni violente
Gli utenti che operano su Polymarket danno il 69% di probabilità che il WTI tocchi quota 95$ entro fine novembre. Allo stesso tempo il 68% prezza un passaggio sotto gli 85$ nello stesso periodo. Due probabilità quasi uguali in direzioni opposte significano attese di oscillazioni ampie, non una direzione precisa. Resta pesante anche la coda del rischio bellico, con un nuovo massimo storico del greggio dato al 9% entro dicembre e al 21% entro marzo 2027.

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