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Facebook, la criptovaluta porterà fino a 19 miliardi di dollari di entrate

Il lancio di una futura criptovaluta da parte di Facebook potrebbe ampliare i servizi digitali della compagnia di Mark Zuckerberg e, contemporaneamente, rinvigorire le casse della società. Stando a quanto afferma un recente articolo del New York Times, infatti, la stablecoin del social network potrebbe condurre nel conto economico societario nuove entrate fino a 19 miliardi di dollari entro il 2021.

Certo, di ipotesi si tratta. E, per giunta, nemmeno di uno scenario intermedio (ma più positivo). Tuttavia, appare chiaro che il nuovo progetto della stablecoin stia ingolosendo e non poco il mercato, convinto che dalle parti di Facebook si stia per fare il grande salto nel mondo della criptovaluta. Ma è davvero così?

In realtà di certo c’è davvero ben poco. Si ipotizza però che la stablecoin possa essere una criptovaluta scambiata sulla blockchain esattamente come avviene con i bitcoin, e che almeno per una prima fase verrà resa disponibile solo per gli utenti di WhatsApp, l’app di messaggistica istantanea di casa Zuckerberg. L’obiettivo? Permettere a tutti gli utenti dell’applicazione di poter effettuare delle transazioni criptovalutarie con i propri contatti, senza la necessità di affidarsi ad altri canali che non siano quelli diretti della nativa catena a blocchi.

In aggiunta a ciò, non sfugge nemmeno come i media stiano parlando con maggiore insistenza di stablecoin, piuttosto che di criptovaluta in senso più ampio. La stablecoin è infatti una criptovaluta che – come suggerisce il nome stesso del prodotto – dovrebbe avere un valore più stabile, al riparo dalle tipiche fluttuazioni del mercato. Insomma, uno strumento di regolamento, piuttosto che di investimento speculativo, che nella rete Facebook potrebbe trovare graduale sviluppo permettendo agli utenti interessati di usarla come leva per i propri trasferimenti di denaro.

Gli analisti sono generalmente ottimisti su tale sviluppo, sottolineando come la nascita di una criptovaluta nativa, per Facebook, potrebbe corrispondere a un nuovo flusso di entrate per la società di Zuckerberg, aiutando il social network a rinvigorire il prezzo delle proprie azioni, travolte dallo scandalo Cambridge Analytica lo scorso anno.

Info su Roberto Rossi

Giornalista pubblicista, specializzato in tematiche economiche e valutarie. Appassionato di fintech, è consulente degli investimenti finanziari.

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