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regolamentazione delle crypto in diverse nazioni

Un punto sui passi in avanti nella regolamentazione delle criptovalute

Siamo tornati più volte a parlare di regolamentazione delle criptovalute, osservando lo scenario globale evolversi in modo piuttosto lento. Abbiamo nazioni, come Giappone e Corea del Sud, che si sono mosse da subito per controllare il fenomeno; adesso, invece, la “coda lunga” di tutti gli altri Paesi sembra finalmente muoversi verso una direzione. A marzo sono sopraggiunte diverse novità che hanno riguardato da vicino anche l’Italia, con due documenti molto importanti rilasciati da Consob e Banca d’Italia. Nel frattempo anche Malta, Svizzera e Francia si sono mosse per proseguire nel loro intento di normare l’economia decentralizzata. Sembra proprio il momento giusto per fare il punto della situazione.

Lo scenario internazionale

A marzo è arrivato il duro provvedimento messicano che ha vietato l’offerta al pubblico di criptovalute in tutto il territorio nazionale. Questa mossa è stata bilanciata da buone notizie in merito alla blockchain, soprattutto negli Stati Uniti, dove le app decentralizzate stanno diventando il mezzo ufficiale per il voto dei cittadini che si trovano lontani dai seggi.

All’interno dell’Unione Europea abbiamo visto la Francia fare il primo gradino di una lunga scalinata, con dichiarazioni informali di esponenti del governo a vari livelli che promettono serietà e determinazione per portare la discussione di una legge in Parlamento già nei prossimi mesi. Malta continua ad essere, invece, un baluardo dell’economia decentralizzata: l’autorità nazionale per la tutela degli investitori, il mese scorso, ha approvato ufficialmente 24 operatori finanziari che potranno operare nel settore delle criptovalute rispettando alcuni criteri imposti per legge. Si tratta di una delle prime forme di riconoscimento ufficiale, per lo meno in Europa, di exchange di criptovalute.

Spostandoci sempre di più verso la fine di marzo, anche la Svizzera ha fatto la sua parte. L’assemblea parlamentare ha approvato la formazione di una commissione tecnica per dare alla nazione una struttura legislativa che possa normare tutti gli aspetti dell’economia decentralizzata, specialmente le criptovalute. Sappiamo tutti che questa piccola nazione extra-UE ha fatto e continua a fare la storia della finanza, per cui sarà molto interessante conoscere i risvolti di questa decisione.

Lo scenario italiano

Dopo un lungo inverno, anche in Italia l’agenda politica ritrova le criptovalute all’ordine del giorno. Non lo fa per decisione espressa del Parlamento, ma in seguito al rilascio di due importanti documenti. A pochi giorni di distanza l’una dall’altra, infatti, sia la Consob che Banca d’Italia hanno promulgato due circolari molto interessanti; nella documentazione si legge che, a fronte di quanto avvenuto fino a questo momento, sia ormai il caso di tutelare gli investitori dando loro una seria possibilità di accedere al mercato delle ICO e delle crypto. Fino ad oggi, almeno nel nostro Paese, da questo punto di vista è regnato il caos: schemi Ponzi come Onecoin hanno ricevuto più riscontro di progetti seri e reali come Ethereum, creando una grande confusione e notevoli perdite per gli investitori.

Anche se non ci sono ancora appuntamenti stabiliti per votare la formazione di una commissione, è molto probabile che già in estate vedremo nascere un tavolo tecnico che avrà il compito, difficile ma fondamentale, di portare una riforma sulle criptovalute in Parlamento.

Info su Alessandro Calvo

Web editor dall'età di 16, non manca occasione di cavalcare i trend dell'innovazione. Nella vita studia Economia e, privatamente, approfondisce i meccanismi blockchain in cui crede molto.

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