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Furti di criptovalute, pugno duro per Joel Ortiz: 10 anni di pena detentiva

La scorsa settimana ci siamo occupati di alcuni clamorosi casi di frodi criptovalutarie negli Stati Uniti, sottolineando come uno dei più eclatanti riguardasse quello di Joel Ortiz, un ventunesse di Boston che era stato accusato di aver sottratto milioni di dollari in criptovalute dai wallet di un imprenditore della Silicon Valley e da decine di altre persone.

Ebbene, i giudici hanno confermato la condanna a 10 anni di prigione per Ortiz, per quella che è una delle prime condanne del genere in tutto il Paese.

Il furto di Joel Ortiz

I giudici della Corte Superiore della Contea di Santa Clara hanno così condannato Joel Ortiz a 10 anni di prigione. L’accusa era ben nota: aver sottratto più di 7,5 milioni di dollari ad almeno 40 diversi destinatari dei propri “attacchi”.

Come avevamo anticipato, la tecnica utilizzata da Ortiz è sempre più diffusa in tutto il mondo, e si avvale del c.d. “SIM switching”, ovvero della sostituzione illegale di schede SIM utili per poter ottenere l’accesso agli smartphone delle vittime e, di qui, ai loro dati personali. Una volta ottenuti tali dati, diventa facile ottenere le password dei wallet e, dunque, disporre dei trasferimenti di valuta digitale verso i propri wallet.

In altri termini, Ortiz ha sfruttato alcune falle nelle procedure di sicurezza delle compagnie telefoniche, per poter disporre di una nuova SIM in sostituzione di quella che sosteneva aver “smarrito”. Dunque, entrando in possesso del cellulare del malcapitato, utilizzava lo smartphone per poter reimpostare il recupero di tutte le altre password, come quelle della posta elettronica e, di qui, dei wallet criptovalutari.

Oltre 5 milioni di dollari da una sola vittima

Così facendo, a maggio dello scorso anno Ortiz riuscì a sottrarre più di 5,2 milioni di dollari in pochi minuti da un noto imprenditore di Cupertino, la città dove ha sede la Apple. Ha poi usato i fondi sottratti illegalmente per darsi alla bella vita, peraltro documentata in maniera poco consapevole sui principali social network. Gli investigatori hanno recuperato 400.000 dollari da Ortiz dopo il suo arresto, sostenendo che probabilmente il resto è stato speso, o magari nascosto in qualche altro wallet attualmente non rintracciato.

È andata identicamente male alle altre vittime, che hanno visto eroso il proprio portafoglio in modo definitivo. Piuttosto severa è stata la valutazione del procuratore Erin West, che ha parlato di Ortiz e degli altri ladri di criptovalute non come di “Robin Hood”, bensì di truffatori che usano un computer invece di una pistola, e che così facendo rubano fondi destinati a college, mutui, e altri progetti personali.

Info su Roberto Rossi

Giornalista pubblicista, specializzato in tematiche economiche e valutarie. Appassionato di fintech, è consulente degli investimenti finanziari.

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