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ikigai asset management ed il suo fondatore

Travis Kling, dichiarazioni interessanti sul futuro delle criptovalute

Travis Kling è un grande professionista della finanza. In passato ha diretto fondi della società Point72 per un controvalore di 13 miliardi di dollari; poi ha deciso di lasciarsi alle spalle i mercati tradizionali, dando vita ad Ikigai Asset Management. La società si occupa di aiutare i clienti ad investire i fondi in criptovalute sotto la consulenza di esperti di questo mercato. Come annunciato da Ameritrade su Twitter, Kling si è prestato per un’intervista in cui ha descritto le sue prospettive per il futuro del mercato crypto.

Le parole del manager sono state incoraggianti. Parlando dal punto di vista di un investitore tradizionale, dunque senza sbilanciarsi eccessivamente, ha fatto notare come secondo lui in futuro ogni portafoglio ben costruito avrà un’esposizione anche minima rispetto al mercato delle criptovalute. In particolare, sostiene che almeno l’1% di ogni portafoglio dovrebbe essere costituito da crypto; nell’intervista è uscito soprattutto il nome di Bitcoin, ma anche le altcoin sono da tempo uno strumento che viene considerato da Ikigai nelle consulenze ai clienti.

Le motivazioni di Kling

Ci sono tre fonti che spiegano le motivazioni dietro alle affermazioni di Travis Kling. In parte, ovviamente, la già citata intervista ad Ameritrade. In parte ci aiutano i report pubblicati in passato da Ikigai Asset Management, che hanno descritto le prospettive dell’azienda per il futuro del settore. Infine c’è la conoscenza di questo professionista, che ha già parlato in varie altre occasioni delle sue idee in merito.

L’idea di base è che le criptovalute sono un asset rischioso, in quanto molto volatile. Investire l’1% del proprio portafoglio in questi strumenti significa esporsi soltanto di quel poco che ci si può permettere di perdere; allo stesso tempo, se i rialzi dovessero durare nel tempo potrebbero portare ad una moltiplicazione di quel piccolo capitale che diverrebbe una cifra considerevole.

Una regola d’oro degli investimenti dice che diversificare l’esposizione sui mercati finanziari aiuta a diminuire il rischio di un portafoglio. Per questo i consulenti solitamente creano portafogli che hanno al loro interno strumenti diversi, dai meno rischiosi (e potenzialmente meno profittevoli) fino a quelli più rischiosi (e potenzialmente più profittevoli). Per Kling, le criptovalute occupano uno spazio interessante in quella parte di portafoglio che viene maggiormente esposta al rischio.

Un’assicurazione “particolare”

Chi conosce Travis Kling sa che le sue parole sono spesso forti. Anche nell’intervista ad Ameritrade sono emerse alcune dichiarazioni sferzanti: Bitcoin è stata definita come un’assicurazione contro la scelleratezza dei governi e delle banche centrali. Chi ha sfiducia nel sistema economico tradizionale, d’altronde, si rispecchia spesso nella filosofia che ha dato origine al mercato delle criptovalute.

Queste dichiarazioni vanno sicuramente lette anche alla luce del braccio di ferro tra Stati Uniti e Cina, che in questi giorni continuano a far parlare dei loro diverbi in fatto di esportazioni ed importazioni. I mercati hanno dato segno di subire pressione da questa situazione, mentre le criptovalute hanno vissuto giorni di rialzi importanti. Questo non significa che Kling abbia necessariamente ragione, ma sicuramente lo scacchiere internazionale in questo momento è piuttosto agitato. Anche in Europa la questione Brexit sta creando dubbi sul futuro dell’euro e della sterlina inglese. Alla luce di questi eventi, sicuramente le dichiarazioni del manager sono sembrate ancora più dirette e sferzanti del consueto.

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