martedì , 27 Settembre 2022

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Ethereum come base per la CBDC di Oslo | La Norvegia sperimenta per la corona norgese

Il mondo delle CBDC non conosce tregua. E se intanto nella UE si starebbe procedendo a grandi falcate, anche se senza discuterne poi granché in pubblico, anche dalle parti di Oslo si sarebbe pronti alle grandi, anzi alle grandissime manovre.

Secondo quanto riportato da John Derbyshire, è stato reso pubblico il codice della sandbox che verrà utilizzata per la CBDC norvegese, progetto che ha alla sua radice Ethereum, segno ancora una volta dell’affidabilità per i player istituzionali del network che fa capo a Vitalik Buterin. Cosa che è un ottimo segnale anche a livello di reach del protocollo, mentre per l’atteso merge manca poco, anzi pochissimo.

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Ethereum alla base della CBDC norvegese

Per ora soltanto un progetto, che però sarebbe, almeno a guardare quanto pubblicato, in fase decisamente avanzata. Parliamo di CBDC, ovvero di valute digitali in stile cripto, almeno secondo i loro fautori, che sarebbero però completamente controllate dalle banche centrali. E questo è il caso anche ad Oslo, dove dalla collaborazione tra Norges Bank e Nahmii, è nato il primo sandbox pubblicato pochi giorni fa su Github. Una sandbox all’interno della quale sono già contenuti non solo gli smart contracts e gli accessi, ma anche il frontend custom e gli strumenti per monitorare il network.

CBDC NORGES BANK
Norges Bank apre alle CBDC

Un sistema che è stato scritto in React e che mostra quanto sarà possibile fare con le CBDC norvegesi, fissando degli standard che potrebbero modificare, data la rilevanza economica del paese, anche il discorso pubblico a 360° per quanto riguarda l’Europa ma anche i territori al di fuori del nostro continente.

Il tutto all’interno di un percorso che dovrebbe vedere anche altri test nel corso dei prossimi mesi, con la Banca Centrale che arriverà ad una decisione definitiva dopo un periodo di 2 anni.

Diversi approcci, diversi risultati, diversi atteggiamenti

Mentre negli USA sembra che nessuno voglia mettere il cappello su un eventuale dollaro digitale, con discussioni importanti che stanno avvenendo anche ai piani più alti della Federal Reserve, in Europa sembra che queste tecnologie potenzialmente liberticide possano trovare appoggio e sostegno, anche senza grosse discussioni pubbliche all’attivo.

Discussioni pubbliche che sarebbero sicuramente necessarie per la rilevanza che nella vita di ciascuno di noi potrebbero avere tali tecnologie, anche in termini di potenziale controllo sia della massa monetaria, sia invece del comportamento della popolazione. Non sono teorie del complotto, ma la lettura chiara di quanto scritto ad esempio da IMF. Una svolta in sensi ancora difficilmente prevedibili per il mondo come lo conosciamo. E della quale si parla ancora troppo poco.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.
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6 commenti

  1. lo strumento di controllo per eccellenza viene costruito su… una chain decentralizzata. Per carità, si tratta di una prova, ma pensate se il progetto un giorno partisse davvero…. uno STATO SOVRANO si affiderebbe a una chain PUBBLICA. Ce ne vuole davvero molta di fiducia in quella chain e nella sua sicurezza!
    Tralascio ovviamente il discorso CBDC sì / CBDC no, che tutti conosciamo; la mia attenzione era sul “rispetto” che ethereum si è guadagnato negli anni

    • Jacopo capisco il tuo appunto ma dipende da come sono fatti gli smart contract. Anche gli stable su Ethereum sono fully recallable

      • certo… ma se eth avesse mettiamo un down o un qualunque problema simile, la CDBC costruita su esso rimarrebbe ugualmente congelata, giusto? E mettiamo che la CDBC avesse preso piede nel frattempo, è come se tutti i bancomat non funzionassero più! Non voglio nemmeno parlare di hack, solo “semplici” down. E’ comunque una fiducia assurda che viene dimostrata a una chain!
        Poi certo in caso di hack si corre ai ripari e richiama via tutto il pulsante “fine del mondo” lo si vuole sempre 🙂

  2. Buongiorno a tutto il gruppo. Si sta parlando della Norvegia uno degli Stati più lungimiranti d’Europa che pensa per i propri cittadini e che invece di cedere alla tentazione di aumentare la spesa pubblica e creare debito che pagheranno i figli dei figli dei figli dei figli dei figli… evitiamo paragoni dolorosi con l’Italia. grazie alle risorse derivanti dall’estrazione del petrolio e dagli investimenti mirati del Fondo Sovrano Norvegese hanno creato un sistema che genera benessere per il futuro. E sicuramente questo progetto sarà a livelli embrionali e super controllato e metteranno sul piatto della bilancia tutti i problemi che si potrebbero verificare anche quelli descritti da Jacopo e state tranquilli che se il progetto non si potrà fare non si farà, resta comunque a mio avviso una notizia bullish per ETH. Buona giornata e un saluto a Jacopo e al mitico Gianluca.

    • concordo!
      se ricordo bene anche Israele aveva iniziato prove per una CBDC basata sulla rete ethereum, anche se più embrionale… ma vado a ricordi
      a me pare decisamente suggestivo che alcune di quelle che dovevano essere le “killer” di BTC ed ETH sfruttino proprio la rete eth per esistere ed avere garantita sicurezza e 100% uptime… se non è un gettare la spugna questo, ditemi voi cos’è 🙂

      poi certo, bisognerà continuare a combattere per tenere la censura lontana dalla rete eth; ma se più stati diversi sfruttassero la rete per fare la loro CBDC credo sarebbero i primi a voler evitare censure (da parte ad esempio di altri stati) e a difenderla attivamente (per esempio diventando validatori), e questo mi pare un enorme win-win!

  3. Buongiorno a tutto il gruppo. L’obiettivo di Buterin è questo e lui non è uno sprovveduto e considera il passaggio in POS indispensabile ma essendo ancora un mercato giovane si verificheranno problemi di ogni tipo ma sicuramente risolvibili. Il consumo di energia di ETH è pari a quello della Nuova Zelanda e con il passaggio in POS si ridurrà del 95% se non erro e già ora ETH sta attirando molto interesse a causa dell’imminente “The Merge” ma sono ancora interessi speculativi i veri capitali arriveranno quando si potrà capire se ETH diventerà veramente ciò per cui è stato creato cioè “IL NUOVO PETROLIO DIGITALE”. Ci vorrà del tempo e non escludo comunque che intanto il suo valore possa raggiungere nuovi massimi. Ripeto, la mia sensazione è che per ora ci sia solo un interesse esclusivamente speculativo nonostante gli ultimi interessi anche di importanti Banche d’oltreoceano. Forse mi sbaglierò ma i capitali che contano stanno ancora alla finestra. Buona giornata.

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