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Ontology prende le distanze dalla tecnologia di NEO

Le collaborazioni sono molto importanti per i progetti legati alle criptovalute. In queste fasi primordiali del mercato delle valute decentralizzate, creare massa critica è molto importante. Anche per questo Ontology e NEO, due dei 25 token più capitalizzati in assoluto, hanno lavorato insieme a lungo. Inizialmente Ontology nasce come applicazione decentralizzata sviluppata sulla rete di NEO; ben presto il progetto ha preso piede al punto di essere poco inferiore in fama e capitalizzazione rispetto alla rete di cui era ospite. Anche il team dei due progetti è molto integrato, con grande scambio di personale e competenze.

L’obiettivo di Ontology è quello di massimizzare la privacy di un sistema blockchain. Notoriamente la blockchain è pubblica, anche se i suoi dati sono crittografati; il modo con cui questa crittografia protegge i dati degli utenti può essere ulteriormente migliorato utilizzando Ontology e i progetti simili a questo. L’idea di potenziare l’aspetto della privacy ha avuto grande successo: talmente grande che ora NEO è un recinto troppo stretto per Ontology.

Una graduale presa di distanze

Con il passare del tempo abbiamo assistito a due forze uguali e contrapposte: da una parte Ontology che cresce, dall’altra Ontology che abbandona il suo legame con NEO che sembrava indissolubile. La scorsa estate c’è stata l’introduzione della blockchain autonoma di Ontology, un grande passaggio verso l’autarchia. Il team ha iniziato a lavorare sul fatto di poter trasmettere dati da una blockchain ad un’altra, ed ha già dato tempo fa l’annuncio di star lavorando sull’integrazione di Ethereum e dei passaggi di dati tra Ethereum e NEO.

Adesso, però, in un’intervista in esclusiva a Crypto Briefing arrivano altre dichiarazioni interessanti. A parlare è Erick Pinos, che all’interno di Ontology si occupa dello sviluppo e della crescita del progetto negli Stati Uniti. Durante la chiacchierata con il giornalista, ha rivelato i piani per l’immediato futuro: non appoggiarsi più, in toto, alla tecnologia di NEO. Al momento, infatti, anche se Ontology viaggia su una propria blockchain fa ancora uso della potenza di calcolo della virtual machine di NEO. Questa viene impiegata per processare le app decentralizzate e per permettere l’esecuzione dei contratti intelligenti sulla blockchain di Ontology.

Questa presa di distanze è interessante, perché Pinos è in prima linea nello sviluppo di integrazioni con altre blockchain. Presto potrebbe arrivare l’integrazione con Ethereum e perché no, tra qualche anno questo servizio potrebbe permettere a qualsiasi blockchain di comunicare con un’altra mantenendo l’intermediazione decentralizzata e nel massimo rispetto della privacy.

Le implicazioni sui mercati

In una giornata di ribassi diffusi, né NEO né Ontology riescono a fare eccezione. La prima, però, cede più terreno della seconda: a ben vedere Ontology, con il suo -4,5%, è tra le crypto che hanno saputo difendersi meglio in questa giornata. Quantomeno nella top 30, che oggi racconta di una giornata all’insegna delle vendite. Potrebbe essere il primo segno della fiducia degli investitori in questo progetto, un progetto che ha ancora tanto da esprimere e lo fa un po’di più con ogni passo verso la totale indipendenza.

Info su Alessandro Calvo

Web editor dall'età di 16, non manca occasione di cavalcare i trend dell'innovazione. Nella vita studia Economia e, privatamente, approfondisce i meccanismi blockchain in cui crede molto.

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