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BAN PRIVACY CRYPTO in EUROPA! | A rischio Dash, Monero e ZCash

Se questa mattina in commissione si sono mostrati tutti piuttosto favorevoli al fatto che le cripto esistano, richiamando soltanto la necessità di legiferare sul tema, ecco che arriva il proverbiale bastone, che viaggia troppo spesso insieme alla carota. Secondo un documento che è stato ottenuto da Coindesk potrebbero esserci presto problemi per i cosiddetti privacy coin, quelli che per intenderci offuscano in parte o in toto i soggetti coinvolti in una transazione.

Sarebbe l’idea che starebbero portando avanti diversi rappresentanti durante i talk che dovrebbero portare a nuove normative in ambito cripto, con la concentrazione dei favorevoli che sembrerebbe essere in seno alla Repubblica Ceca. Una decisioen che andrebbe a colpire tanto le banche, quanto i provider cripto, altro nome con il quale identificare gli exchange e chi offre servizi di compravendita o di scambio.

Cosa che per il momento non sembrerebbe aver intaccato granché le quotazioni dei token, che possiamo trovare in alcuni casi anche su eTorovai qui per ottenere un conto virtuale gratuito e con 100.000$ di capitale di test – intermediario sempre molto attento al mondo cripto, con 78+ asset di questo comparto già inseriti a listino.

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ZCash, Dash e Monero a rischio? Ecco cosa hanno scoperto

Lo scoop è di Coindesk, che parla di una proposta di nuove leggi AML e dunque destinati alle politiche anti-riciclaggio. E all’interno di tale proposta potrebbe esserci la proposta di ban per Zcash, Monero e Dash, in quanto coin con un livello di privacy troppo elevato sempre secondo il legislatore. Il ban andrebbe a colpire sia le banche che trattano criptovalute – in realtà molto poche in Europa per il momento – sia gli exchange che vogliono operare in modo regolare nel continente. Si tratterebbe di una blacklist non completa, alla quale potrebbero andare ad aggiungersi altri token e coin che rispecchiano queste caratteristiche.

Sarà proibito agli istituti di credito, alle istituzioni finanziarie e ai provider di crypto-asset la detenzione di coin concentrati sulla privacy.

Si tratterebbe per il momento di una bozza che è stata redatta dai parlamentari europei della Repubblica Ceca e che è stata già condivisa con gli altri stati membri. In altre parole, manca ancora l’ufficialità di tale proposta.

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Rischio ban concreto: ecco perché

Decisione inspiegabile

La decisione, anche ad uno sguardo superficiale, sembrerebbe essere tutto fuorché ragionata. Gli operatori di cui sopra sono già sottoposti a rigide normative per il KYC, le complesse normative per l’identificazione dei clienti.

Non capiamo in che modo bandirli da intermediari che possono legalmente raccogliere tanti dati sui propri clienti possa andare ad inficiare la possibilità che vengano utilizzati, ammesso che lo siano, per il riciclaggio di denaro. Ma non ci è sempre dato sapere quali siano i raffinati ragionamenti che si nascondono dietro certe proposte. Staremo a vedere se si trasformerà effettivamente in un ban in tutto il territorio dell’Unione, oppure se rimarrà lettera morta, un brutto ricordo di quanto qualche parlamentare europeo avrebbe provato a fare senza poi riuscirci.BA

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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