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IMF: il 20% delle banche centrali pronte ad esplorare criptovalute nazionali

Anche il Fondo Monetario Internazionale comincia ad interessarsi di valute digitali e di fintech, e lo fa con un post sul suo blog ufficiale che analizza lo stato dell’arte in tema appunto di evoluzioni fintech, criptovalute e digital currency*. 

Se il grosso del post sembra uno stanco riassunto di notizie che – ormai – non lo sono per nessuno, è il punto 5 ad aver solleticato la curiosità e l’interesse degli appassionati di criptovalute. 

Secondo quanto riportato da IMF infatti, circa il 20% delle banche centrali affiliate con l’istituzione (e parliamo dunque del 20% delle banche centrali a livello mondiale), sta investigando la possibilità di emettere criptovalute e valute digitali per scopi propri. Certo, non c’è nulla ancora di concreto, dato che al momento tutte le principali banche centrali che hanno avviato progetti in tal senso si trovano ancora in fase alpha*, ma il fatto che IMF rimarchi tali intenzioni e interessi è sicuramente degno di nota. 

IMF sottolinea la capacità di questi nuovi sistemi di offrire quanto offrono le criptovalute private, in un contesto però pubblico e controllato, dove vengono rinforzate la stabilità di valore delle valute stesse e la sicurezza nei pagamenti. 

Quello di IMF e delle banche centrali verso le criptovalute sarebbe dunque il classico caso di buon viso a cattivo gioco: la tecnologia c’è, sta erodendo potere negoziale e normativo alle grandi istituzioni pubbliche e pertanto non potrà che esserci una risposta in tal senso, con l’emissione di valuta digitale che – citiamo testualmente IMF – dovrebbe contrastare l’avanzata delle principali criptovalute. 

IMF ha un grande potere di indirizzo sull’economia di tutto il mondo

IMF non può legiferare direttamente, ma può sicuramente modificare l’andamento legislativo del grosso delle economie mondiali facendo leva sul suo potere di prestito e sulla sua rispettabilità come istituzione. 

Questo ovviamente non vuol dire che un interesse così manifestato da IMF si dovrà tradurre necessariamente nella diffusione di tali idee presso tutte le banche centrali. 

Già il fatto per che il Fondo Monetario Internazionale sottolinei, incoraggi e spinga tale possibilità, non potrà che avere un effetto importante sulle prossime decisioni delle banche centrali. 

La vera battaglia sarà tra settore pubblico e privato

La vera battaglia del mondo fintech, blockchain e criptovalute sarà comunque tra autorità pubbliche e istituzionali e iniziativa privata. 

Ne è la riprova la serie di risposte piccate delle banche centrali contro Libra di Facebook – come ad esempio quella della Banca Centrale inglese – progetto in grado effettivamente di erodere il controllo monetario alle banche centrali. 

Ne continueremo a vedere verosimilmente delle belle, ora che anche IMF ha sottolineato la necessità dell’intervento pubblico per sottrarre potere cryptomonetario ai privati.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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