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Viceministro Economia Russia

Russia: posizione morbida su Libra di Facebook

Dopo una miriade di pareri negativi, arriva un sostegno governativo per Facebook Libra, la criptovaluta che il popolare social network dovrebbe lanciare a breve. 

Il vice-ministro delle Finanze russo Alexei Moisseev ha dichiarato infatti ad Interfaxche il governo russo non richiederà particolari regolamentazioni a Facebook né tantomeno di aderire ai rigidi controlli bancari presenti nel paese. 

Si tratta della prima posizione favorevole per Facebook Libra registrata a livello governativo, dopo che l’omologo francese di Moisseev, Bruno Le Maire, aveva invece dato il via ad una valanga di niet e richieste di chiarimenti che ha poi coinvolto i governi di mezza Europa.

Non ci saranno inoltre proibizioni relative all’utilizzo della criptovaluta in questione in qualunque ambito. 

Moisseev ha però ribadito quella che è una posizione forte della Russia contro le criptovalute come mezzo di pagamento legale, affermando che non diventeranno mai appunto un sistema di pagamento riconosciuto dal governo. 

Per le criptovalute la Russia immagina un regime simile a quello attualmente vigente per le valute straniere: si potranno acquistare e vendere, ci si potrà fare trading, ma non potranno essere utilizzate per fare pagamenti tra soggetti russi che abbiano valore legale. 

Questo in un paese dove comunque la presenza di Facebook è meno rilevante che altrove. Il social network infatti non guida questo mercato in Russia, accontentandosi di un modesto 39%, superato da VKontakt e altri siti che hanno appunto base in Russia. 

Per la Russia in arrivo una normativa sulle ICO

Moisseev ha inoltre ribadito che la Russia starebbe preparando una legislazione definitiva e organica che regolamenterà le ICO, le Initial Coin Offering, ovvero la controparte delle offerte pubbliche di acquisto per le società quotate. 

Una legge è in realtà già all’attenzione del parlamento dallo scorso maggio e dovrebbe essere approvata durante le prossime 2 settimane. 

Si discuterà poi separatamente per le operazioni di vendita dei coin, questione che almeno per il momento appare decisamente più complicata e che necessiterà l’intervento del consiglio della Banca Centrale russa e di altri soggetti di quella portata. 

Libra trova una sponda in Russia

Quella della Russia è una posizione alquanto curiosa, almeno in relazione a quelle fino a questo momento tenute dai paesi europei. Francia e UK si sono già pronunciate contro la valuta virtuale di Facebook, indicando che sarà con ogni probabilità necessario approfondire la materia e successivamente obbligare Facebook a sottostare a tutte le normative attualmente operative per il settore bancario, soprattutto in tema di anti-riciclaggio e di anti-terrorismo. 

Anche gli USA, paese che ospitando la sede centrale di Facebook dovrebbero avere un atteggiamento più morbido, cominceranno ad analizzare la questione, per decidere che tipo di regime applicare a Libra. 

Senza contare che in molti in Europa stanno richiedendo l’intervento dell’antitrust: avere un social network in grado di controllare appunto Facebook, Instagram, Whatsapp, i servizi pubblicitari connessi e una valuta digitale sarebbe troppo. In passato l’Antitrust europea era intervenuta per situazioni sicuramente meno critiche e meno concentrate. 
Per ora però mancano le risposte da parte degli interessati, con il parlamento europeo che si è appena insediato e con la lotta per l’occupazione delle commissioni che si è appena aperta.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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