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Anche Nestlè su blockchain per tracciare produzioni e prodotti

Nestlé, il gigante svizzero del settore food e beverage, ha annunciato tramite un comunicato stampa l’arrivo di un sistema basato su blockchain per il tracciamento dei propri prodotti lungo tutta la filiera.

Secondo quanto riportato dal comunicato stampa, il progetto è stato basato su OpenSC, piattaforma sviluppata da una partnership tra il WWF Australia e BCG, che ha agito da venture capitalist.

Nestlé punta a diventare la prima azienda ad annunciare il passaggio ad un sistema basato su una blockchain aperta, che garantirà al tempo stesso ai clienti un accesso indipendente alle informazioni contenute e aggiornate appunto su questa blockchain. Si tratta di un approccio estremamente trasparente dell’azienda e sicuramente più aperto rispetto a quello implementato, almeno per il momento, da altri giganti del settore (anche se sul lato della grande distribuzione organizzata), come Carrefour.

Per quanto riguarda le tempistiche, sono in realtà diverse però le aziende del settore food che hanno già implementato soluzioni del genere, come vi abbiamo già raccontato su queste pagine. La differenza nella soluzione proposta da Nestlé sta nell’utilizzo di una piattaforma aperta che permetterà a tutti accesso indiscriminato e che garantirà appunto maggiore trasparenza.

La fase di test partirà in Nuova Zelanda

Per la fase di test il protocollo sarà implementato in Nuova Zelanda e in Medio Oriente, tracciando il latte dalle fattorie del paese dell’Oceania fino al mercato di destinazione principale, il Medio Oriente appunto,. La compagnia successivamente ha affermato di voler tracciare, sempre in fase di test, la raccolta e la distribuzione di olio di palma, sul continente americano.

La fase di test servirà principalmente a valutare la scalabilità del progetto, tenendo anche conto dell’enorme volume di prodotto e di vendite che il gruppo controlla.

Anche altri grandi gruppi sono sulla stessa strada, ma con soluzioni meno aperte

Anche altri gruppi si sono già attivati in questo senso, tra i quali non possiamo che citare Walmart, Starbucks e Carrefour. La differenza starà proprio nell’utilizzo di protocolli aperti, soluzione sicuramente più vantaggiosa per il cliente finale, che avrà sempre accesso a tutte le informazioni in condizione di parità con l’azienda.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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