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Regole Bitcoin e crypto | USA e UE hanno fatto finta di…

Un errore stratosferico, che oggi pagano tutti. La sovra-reazione di US e UE al mondo crypto deriva dall'aver ignorato tutto tempo fa.

Ci sono dei motivi interessanti per i quali le autorità US e UE avrebbero evitato, per un lungo periodo, di normare il mondo crypto e Bitcoin. Secondo quanto viene raccontato dal Capo della divisione Digital Policy del gruppo bancario Barclays, nessuno ai piani alti della politica e della regolamentazione degli Stati Uniti (e anche altrove) si sarebbe mai aspettato la sopravvivenza del settore.

In altre parole, ci si aspettava che il settore sarebbe andato a morire per i fatti propri, senza che fosse necessario fissare dei limiti e senza che fosse avvertita appunto la necessità di fissare dei paletti entro i quali permettere lo sviluppo di certe attività.

Rivelazione shock? Neanche troppo: la sensazione che il regolatore sia arrivato parecchio tardi e che poi abbia provato a reagire eccessivamente dopo che i proverbiali buoi erano già fuori dal recinto, è piuttosto comune.

Parla Barclays: il regolatore non credeva che…

Parla Barclays, uno dei gruppi bancari più rilevanti al mondo, tramite Nicole Sandler, che per il gruppo si occupa del comparto policy e regolamentazione degli asset digitali. E dunque anche di criptovalute.

Credo che una delle poche cose chiare e certe che hanno detto i regolatori è che hanno lasciato questo mercato fare quello che voleva perché credevano sarebbe morto. Invece non è morto, è cresciuto, poi è cresciuto, poi è cresciuto ancora.

Un commento che per quanto sintetico apre invece a riflessioni e discussioni molto interessanti, in particolare alla luce di quanto sta avvenendo nelle ultime settimane.

L’Unione Europea ha recentemente attaccato anche i self-hosted wallet, dimostrando ancora una volta intenti punitivi eccessivi anche per le più feroci autocrazie. Gli USA dall’altro canto stanno imbastendo un piano di attacco molto articolato, che include diverse agenzie federali, politici di alto rango e banche.

Tutto questo perché, se ha ragione Sandler di Barclays, si è preferito aspettare che tutto morisse per gli affari propri, salvo poi vedere che di morire non vi era alcuna intenzione, con il settore crypto e Bitcoin che invece continua a crescere, nonostante gli attacchi – ora sbilenchi e fuori fase – del regolatore.

Non che non potessero regolamentarlo nella fase nascente. È stata una scelta: vedere dove sarebbe andato il mercato. E poi si sono accorti della necessità di regolarlo. E ora il problema è che la regolamentazione ha bisogno di molto tempo.

Incapacità riversata sulla cittadinanza e sugli investitori

Questa previsione errata da parte dei principali regolatori del mondo – fatta eccezione per quello del Giappone – sta costando però molto tanto agli investitori di alto profilo, quanto invece ai piccoli investitori retail, che si trovano a dover fare i conti ora con norme draconiane spesso ingiustificate e senza alcun tipo di organicità né di razionalità.

Ora però sappiamo quale sia la motivazione ulteriore dietro l’attacco scomposto, trasversale e violento al mondo di Bitcoin e delle criptovalute. Un po’ come quando veniamo scoperti in una mancanza e cerchiamo poi di fare il doppio, se non il triplo, per coprire la mancanza di cui sopra. Peccato che poi a pagarne il conto siano… sempre gli stessi.

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Klaus Marvin
Klaus Marvin
1 anno fa

Questo da ancora più peso ai commenti miei e di molti altri amici di Criptovaluta.it e cioè che le persone che si trovano ai cosiddetti piani alti della politica e di tutto il sistema bancario ed economico mondiale non ne capiscono nulla del settore cripto come asset finanziario ma quello che fa ancora più male non capiscono nulla dell’intero sistema bancario ed economico per cui si trovano ad occupare dette posizioni. Persone messe li perchè amici di o parenti di.. Ovviamente c’è qualche eccezione. Per questo ritengo da molto tempo che il sistema bancario ed economico va modificato a partire dalle persone che lo gestiscono purtroppo “MALE“. Sarà molto difficile e per questo c’è bisogno di una nuova Banca Centrale privata gestita da persone vicino al popolo e non dai soliti ladroni che la fanno sempre franca. Buona giornata

Walter
Walter
1 anno fa
Reply to  Klaus Marvin

Bravo!

Ettore Chiacchio
Ettore Chiacchio
1 anno fa

Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci

Si sta alla fine della fase 3 e per entrare nella fase 4

Klaus Marvin
Klaus Marvin
1 anno fa

E’ vero, ci sono già i segnali ma si guardano bene da sbandierarli ai quattro venti.

Bit Frog
Bit Frog
1 anno fa

Credo che sia ora di unire tutte le forze a favore della libertà finanziaria, del concetto di proprietà privata e della privacy per portare in tribunale tutti quelli che stanno agendo contro questi sacri diritti.
Uno sconosciuto che viene a conoscenza del mio address viene a conoscenza di tutte le transazioni ad esso associate e di tutti i fondi che contiene. Sia passati, presenti e futuri. Se vengo obbligato a dare il mio nome ad un address e a consegnarlo a degli sconosciuti è chiaramente una violazione enorme della privacy e della legge sul GDPR.
Se succede qualcosa e cioè che qualcuno sfrutta queste conoscenze per scopi malevoli, chi ha permesso questo, e cioè quella novantina di personaggi che hanno votato la legge in questione, dovranno risponderne in tribunale.
Io credo che ci siano i presupposti per denunciare questi personaggi.