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Previsioni Bitcoin, il boom di aprile lo rende ancora un “rifugio sicuro”?

Il boom di Bitcoin di aprile, che ha condotto la criptovaluta a compiere una delle parti finali di mese più importanti della sua storia, sta sollevando delle perplessità sulla tenuta della valuta digitale, anche in un’ottica di avvicinamento all’oramai imminente halving. Se poi a porre tali dubbi è addirittura Mati Greenspan, ex dirigente di eToro (sito ufficiale), uno dei più noti e affidabili broker del mondo, allora val certamente la pena fare qualche riflessione in merito.

Secondo Greenspan, infatti, la criptovaluta potrebbe presto perdere terreno a causa delle ritrovate correlazioni con il mercato azionario statunitense. Di fatti, ha notato Greenspan, quando i mercati crollano drasticamente, gli investitori prelevano i loro soldi dagli asset a maggiore rischio per porli in safe haven. Un comportamento ben noto, il cui obiettivo è quello di far migrare i capitali in maniera tale che possano superare la tempesta finanziaria, consentendo agli investitori di preservare il valore di un portafoglio d’investimento.

bitcoin

Ora, è evidente come nel corso degli anni da più parti si sia evidenziato come Bitcoin possa effettivamente essere un bene rifugio, e che possa dunque essere l’equivalente digitale dell’oro. Tuttavia, mentre la valuta ora si trova ad affrontare la sua prima vera e propria crisi finanziaria, Greenspan ritiene che in realtà non sia più un safe haven, bensì un asset a rischio. Ma perché?

Previsioni ribassiste su Bitcoin

Qualche giorno fa Mati Greenspan evidenziò come la forte mossa rialzista di Bitcoin di fine aprile potesse essere posta in confronto con l’andamento del mercato azionario statunitense.

Il fondatore di Quantum Economics ha dunque aggiunto che la criptovaluta è aumentata del 13% proprio il giorno in cui le azioni statunitensi sono cresciute del 3%, con una prestazione eccezionale che, però, potrebbe spegnere definitivamente gli entusiasmi di chi ritiene Bitcoin un safe haven.

“Mi dispiace dare delle delusioni”, ha detto Greenspan, “ma una crescita del 13% in un giorno in cui le azioni sono salite dimostra che BTC viene usato come strumento di speculazione e non come bene rifugio”.

I grafici hanno peraltro individuato una correlazione simile il 9 marzo. La giornata ha visto i mercati azionari crollare ai minimi storici e il petrolio ridurre i prezzi di un quinto. L’oro, tradizionalmente percepito come un rifugio sicuro, ha intanto infranto il suo massimo storico di sette anni per chiudere sopra i 1.700 dollari. Ma bitcoin ha scelto di “schierarsi” con le azioni ed è sceso di circa il 9,5%, calando sotto gli 8.000 dollari per la prima volta da gennaio 2020.

Bitcoin e le azioni, una correlazione “troppo” forte?

Greenspan ha dunque osservato che il mercato Bitcoin presenta oramai un rischio simile a quello del mercato azionario. I trader impiegano dunque ini tali asset quando sono abbastanza ottimisti da potersi garantire profitti decenti, mentre una giornata di paura li conduce a ritirare la loro posizione sia dal mercato dei bitcoin che da quello azionario. Dunque, è sempre più probabile che in futuro Bitcoin e azioni crescano e calino in sincronia.

Ad ogni modo, la posizione di Greenspan è per ora in minoranza. Non mancano infatti gli strenui difensori di BTC come safe haven, pronti ad affermare che, in realtà, Bitcoin è ancora in grado di svolgere il suo ruolo di bene rifugio. E tu da che parte stai?

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Info su Roberto Rossi

Giornalista pubblicista, specializzato in tematiche economiche e valutarie. Appassionato di fintech, è consulente degli investimenti finanziari.

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