L’anno che verrà come sarà? Il 2025 sarà un anno che necessiterà di conferme.
Conferme che non riguardano il mondo crypto, che oggettivamente è ormai consolidato tra gli asset finanziari, in primis con Bitcoin e con un’altra serie di token della top per market cap. Le conferme dovranno arrivare dai mercati tradizionali.
Crypto e conferme dall’intelligenza artificiale
I mercati tradizionali, saranno chiamati a dimostrare la forza di crescere ancora. In primo piano resta la tenuta del mondo tecnologico, incentrato sugli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che ha spinto al rialzo gli indici azionari nel corso di questo 2025.
L’AI dovrà dimostrare di non essere in bolla. Nell’ultima parte dell’anno, sono iniziati a sorgere parecchi dubbi sulla capacità di continuare a bruciare cassa e di reggere questo ritmo di investimenti a fronte di profitti che tardano a materializzarsi.
Le Magnificent Seven fulcro del mercato

Nel grafico riportiamo l’andamento delle cosiddette Magnificent Seven (Mag 7), ovvero Apple, Google, Nvidia, Microsoft, Meta, Tesla e Amazon. Da questa view si può osservare come l’unica che ha avuto un costante rialzo durante il 2025 con accelerazione anche finale è stato Google, che ha chiuso l’anno a +63%.
A seguire troviamo Nvidia a +36%, ma si può notare come da novembre abbia avuto un ritracciamento, perdendo circa il -14% dal valore attuale. Su questa panoramica sono inseriti anche l’andamento del Nasdaq, che chiude il 2025 a +19,92%, e dello S&P 500, che chiude a +16,20%. Tra i peggiori si colloca Amazon con un rialzo limitato ad un +5,50%.
Festeggia anche il Dow Jones, con un nuovo record e chiusura a +13,74%, così come in Europa si è avuto i nuovi ATH di Stoxx e Dax. In allegato il grafico daily di S&P 500 e Nasdaq che hanno chiuso gli ultimi tre giorni in rosso, arrivando ieri a toccare i supporti indicati nell’analisi del 29 dicembre.

Indici azionari e decorrelazione di Bitcoin
Ricordiamo che queste sette azioni corrispondono all’incirca a una capitalizzazione pari al 35% dello S&P 500. Nel corso di quest’anno è stato inoltre evidenziato come, negli ultimi mesi, si sia verificata una decorrelazione tra l’andamento di Bitcoin e quello del mercato azionario.
In questa sede riportiamo il grafico con i relativi coefficienti di correlazione, che risultano attualmente pari a -0,49 con il Nasdaq e a -0,57 con lo S&P 500. Per un approfondimento su questi dati vi rimandiamo all’articolo: Bitcoin: il divorzio dalle correlazioni storiche | Cosa aspettarsi nel 2026 [Analisi]

Crypto e condizionamenti macroeconomici
Da questo scenario si può intuire come crypto e Bitcoin purtroppo non vivano di vita propria e non siano ancora asset autonomi. Anzi, oggi sembrano persino più condizionati rispetto al passato da una serie di fattori macroeconomici.
È possibile riassumere in quattro punti principali i dati da osservare nel 2026: le decisioni delle banche centrali, l’andamento dei rendimenti dei titoli di Stato, il tema dell’inflazione e il problema del debito pubblico in costante crescita. Quest’ultimo, a livello globale, ha ormai raggiunto un valore pari a circa tre volte il PIL mondiale.
A cascata, l’inflazione resta un altro osservato speciale. Anche in questo caso, per un approfondimento più dettagliato su questi temi, rimandiamo all’articolo: I 4 fattori macro da osservare nel 2026 per Bitcoin e crypto.
Il bisogno di rivincita del mercato crypto nel 2026
Le crypto nel corso del 2026 hanno la necessità di una rivincita rispetto al mercato azionario. Nel grafico allegato riportiamo l’andamento della Top 50 per market cap, anche se la lettura risulta complessa a causa di due rialzi eccezionali.

Il primo riguarda MemeCore, esplosa a luglio poco dopo la sua quotazione e che attualmente registra un rialzo di circa +1500%. A seguire troviamo una vecchia conoscenza del mercato, Zcash, che si attesta intorno a +800%.
MemeCore ha raggiunto una capitalizzazione di mercato pari a circa 2 miliardi di dollari, occupando la posizione numero 38 del ranking globale, mentre Zcash presenta una capitalizzazione di circa 8,320 miliardi di dollari, collocandosi alla posizione numero 14.
Top 50 in profondo rosso
A scalare si osserva poi una serie di altri nove token in territorio positivo, mentre circa i quattro quinti della Top 50, si trova in profondo rosso, con token come Polkadot e Toncoin che registrano perdite superiori al -70%.
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