Nel 2025 Bitcoin ha chiuso con un -6,20%, mostrando un’interruzione di alcune correlazioni “storiche” che sembravano ripetersi nel tempo, sia sul piano dei cicli, sia nelle relazioni intermarket. Il calo, tuttavia, è rimasto contenuto, più che il ribasso in sé, ha pesato il fatto che molti dati lasciavano intravedere una possibile chiusura in positivo.
Panoramica grafica di Bitcoin di lungo periodo
A livello grafico riportiamo una panoramica storica su chart monthly dal 2020 a oggi. Si osserva l’ATH di novembre 2021 a 69.000$, seguito dal forte crollo che ha portato ai minimi di novembre 2022 a 15.479$. Da lì è partito l’uptrend che continua ancora oggi, nonostante la contrazione degli ultimi mesi.

Supporti chiave e scenario tecnico
L’uptrend resta valido perché BTC lavora sopra il primo supporto rilevante, del 38,2% di Fibonacci, in area 84.000$. Il supporto principale passa a 71.000$.
Una rottura di 84.000$ farebbe uscire Bitcoin dallo scenario rialzista in atto da tre anni. Per riprendere slancio, BTC dovrà invece superare l’area di resistenza a 104.000$. Sotto questa soglia, il rischio resterà elevato
Bitcoin e i cicli dell’halving
Cambiando angolo di osservazione passiamo ad un’analisi ciclica frattale di Bitcoin scandita dagli halving, ma differente dalle classiche e che evidenzia un aspetto che non piacerà a molti.

Dopo ogni fase rialzista di Bitcoin, arriva una correzione profonda da picco (che corrisponde ad un ATH) a minimo di periodo. Dopo l’halving del 2012 il calo è stato di circa l’86%. Successivamente a quello del 2016 del -84% e del -78% dopo quello del 2020.
Questi drawdown durano in media dodici mesi, seguiti da una fase di consolidamento più lunga, tra dodici e diciotto mesi, in cui Bitcoin assorbe gli eccessi e ricostruisce una base.
Cosa fa davvero l’halving
Le linee arancioni indicano gli halving. L’analisi mostra che i minimi di ciclo tendono a formarsi nei 12 mesi successivi ad un picco con relativo ATH, mentre nei 12–18 mesi successivi aumenta la probabilità di una fase direzionale positiva.
Ricordiamo che l’halving non è una “scintilla immediata”, agisce riducendo gradualmente l’offerta, spostando l’equilibrio domanda–offerta nel tempo.
Dove siamo oggi
Dopo l’halving del 2024, Bitcoin sembra muoversi dentro uno schema coerente con i cicli passati. A ottobre 2025 è stato toccato l’attuale ATH di 126.252$. Non è una garanzia, ma la storia suggerisce prudenza nelle fasi di consolidamento e pazienza fino a quando maturano i movimenti più significativi. Il focus sul grafico dell’halving è sui movimenti frattali e non sulla percentuale di drawdown.
Coerenza con il Pi Cycle Top di lungo periodo

Il Pi Cycle Top Indicator è una metrica pensata per il lungo periodo. Confronta due medie mobili: la 111-day moving average e la 350-day moving average moltiplicata per due. Storicamente, quando la 111 DMA incrocia al rialzo la 350 DMA×2, Bitcoin si è trovato vicino a un massimo di ciclo (2013, 2017, 2021).
Oggi le due curve non stanno incrociando e il prezzo oscilla sotto entrambe, segnale coerente con una fase intermedia del ciclo, non con un top. Questa lettura si sposa con l’analisi sugli halving, dopo il taglio delle ricompense, i movimenti più significativi tendono a manifestarsi nei 12–18 mesi successivi.
Non è un indicatore infallibile, ma offre una cornice macro per orientarsi nei cicli di Bitcoin. Nell’attuale movimento post halving 2024, però non è arrivato ad attraversare la DMA 350.
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