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TASSI INTERESSE

In arrivo BULLISH ERA per Bitcoin e crypto. Roulette tassi è una FARSA [ANALISI]

No, non la spunteranno i falchi.

La situazione più incerta per il 2026 – in termini macro – è senza dubbio alcuno quella che riguarda i tagli ai tassi di interesse. Morgan Stanley pensa che ce ne saranno due (e ha appena spostato in avanti il periodo durante i quali se li attende), Citi se ne aspetta tre, c’è chi se ne aspetta quattro o zero. Intanto però continua il martellamento incessante da parte di chi – vedremo più avanti il perché – dalla Casa Bianca ne vorrebbe di più. E che potrebbe avere la meglio soprattutto dopo l’addio di Powell per scadenza del mandato.

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Sul tema è appunto intervenuto anche Kevin Hassett – che per il momento è tra i consiglieri economici della Casa Bianca e che è ancora il più papabile a prendere il posto di Jerome Powell a capo di Federal Reserve. La questione interessa molto da vicino anche il mercato di Bitcoin e crypto ed è per questo che ce ne occuperemo all’interno di questo approfondimento.

Quand’è che si tagliano i tassi?

Teoricamente quando l’economia o il mercato del lavoro (e spesso entrambi) hanno bisogno di un aiuto. Tassi più bassi vogliono dire infatti maggiore liquidità sui mercati e maggiore crescita. Al tempo stesso però i tassi più bassi possono esercitare pressioni rialziste sull’inflazione, che è quanto Federal Reserve (o qualunque altra banca centrale) vorrebbe evitare.

  • La situazione attuale

La situazione attuale, almeno da libro di testo, non dovrebbe offrire sponde per ulteriori tagli. Il mercato del lavoro è più che solido e l’inflazione – anche se arriveranno delle conferme soltanto la prossima settimana – non è ancora tornata sotto controllo.

La questione potrebbe chiudersi qui – e potremmo fare nostre le dichiarazioni pubbliche (ripetute più volte) di Jerome Powell: prima di pensare a tagliare si dovrebbe infatti attendere un segnale chiaro o dal mercato del lavoro o dall’inflazione.

  • Non è stato così

Molto interessanti, come sempre, le dichiarazioni di Jerome Powell o dei falchi di Fed, se non fosse che già in dicembre si sono comportati in modo contrario rispetto a quanto professavano. Ci sono stati tagli da 25 punti base che non trovavano granché giustificazione nei fattori di cui sopra, segnalando, se ce ne fosse il bisogno, che in realtà di pressioni politiche non solo se ne subiscono, ma che non c’è granché voglia di resistergli.

  • Il futuro può essere diverso?

È un punto particolarmente caro a chi vi scrive. A maggio scadrà il mandato di Powell e si dovrà trovare un sostituto. Per quanto servirà l’ok del Senato, rimane comunque un affare presidenziale e dunque una decisione di Donald Trump. Il nome più probabile rimane quello di Kevin Hassett – che proprio oggi ha affermato che Fed dovrebbe tagliare di più i tassi.

Vincerà la politica: cosa vuol dire per Bitcoin e crypto?

Vorrà dire un mercato più liquido, possibilmente un’ulteriore svalutazione assoluta del dollaro USA (ma anche altrove si farà qualcosa di simile) e dunque un contesto fondamentalmente bullish.

Non sarà l’unico contesto di cui tenere conto: servirà domanda (non è automatica) e servirà anche l’accompagnamento di una narrativa bullish. Ma tra i tanti presupposti possibili… questo sarà il migliore.

La prossima settimana ci saranno i dati sull’inflazione. Potrebbero al massimo rimandare tagli che saranno almeno tre (questa la mia previsione) e probabilmente quattro nel corso dell’anno. No, i dati contano in realtà molto poco, perché stiamo entrando, tanto in America quanto in Europa, in una fase di forte predominio politico sulle banche centrali.

Non piace? Pazienza. Oggi abbiamo gli strumenti per difenderci.

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