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Ma quale crisi crypto e Bitcoin: questa grande società vuole investire 15 miliardi

Arrivano investimenti molto importanti da parte di un investitore clou per il comparto.

No, non è terminato l’impegno dei cosiddetti VC, i capitalisti e i capitali di ventura, nel mondo crypto. Nella giornata di venerdì infatti Andreessen Horowitz ha confermato di aver raccolto circa 15 miliardi di dollari che saranno utilizzati principalmente per investire nel mondo AI e nel mondo crypto. A16Z è storicamente uno dei gruppi più importanti per quantità e qualità degli investimenti nel mondo crypto.

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Si tratterà di investimenti tematici sugli USA: da American Dynamism a Apps, passando per Bio + Health a Infrastructure e Growth: questi i nomi dei diversi fondi creati e che verranno impegnati anche nel mondo crypto.

Su cosa vuole investire A16Z?

Il mondo dei VC ha subito un duro colpo nel 2022, quando diversi degli unicorni e delle società a più alto tasso di crescita del mondo crypto sono finite coinvolte, direttamente o indirettamente, nella scia di fallimenti innescata da Terra Luna e terminata con FTX. Non ci si è mai più avvicinati a quei livelli di impegno da parte del capitale che conta. Ed è così venuta meno una delle fonti più importanti di sostegno, soprattutto per i nuovi progetti.

A16Z sembra però voler invertire questo trend – e sembrerebbe volerlo fare in un anno, il 2026, che potrebbe essere decisivo per il settore, soprattutto negli Stati Uniti. È lì infatti che dovrebbe arrivare il nuovo complesso di regole che normerà il mercato, in aggiunta a nuove iniziative all’incrocio tra TradFi e DeFi che funzioneranno da definitiva consacrazione del settore.

A16Z sembrerebbe interessata – seguendo in realtà quanto avvenuto già in passato per mano della stessa azienda – all’infrastruttura. Una parte consistente dei 15 miliardi annunciati sarà infatti destinata ad investimenti diretti in layer 1 e in layer 2 – e dunque direttamente in progetti di infrastruttura.

Un 2026 che potrebbe essere diverso anche in questo senso

Potrebbe trattarsi di un 2026 diverso anche in questo senso. Il 2025 infatti, in termini di funding, è stato dominato dalle società DAT, quotate in borsa in genere partendo da shelf company poi trasformatesi in compagnie che come unico scopo avevano quello di comprare crypto.

Nella stragrande maggioranza dei casi però si è trattato di compagnie che hanno servito principalmente grandi investitori del passato (o le stesse fondazioni), per scaricare esentasse grandi capitali accumulati in passato.

Un movimento dunque che in larga parte ha agito da estrattore di capitali e non da contribuente netto. Chissà se questo rinnovato impegno da parte di A16Z farà da apripista per una sorta di ritorno alle origini, quando i VC erano sì bistrattati, ma comunque al centro di una rivoluzione spinta a suon di investimenti miliardari.

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Klaus Marvin
Klaus Marvin
13 secondi fa

una crisi rappresenterebbe solo un’opportunità perchè come ha già dichiarato il Sig. Gianluca Grossi in passato siamo appena all’inizio per un mercato giovane come questo.