Il leader dell’ecosistema Cardano, Charles Hoskinson, non è esattamente noto per avere posizioni moderate. Sul tema Trump e crypto ha però detto ad alta voce quello che in tanti pensano. Certe mosse del Presidente degli USA e più in generale della famiglia presidenziale sono state molto negative per il comparto – e hanno probabilmente bloccato ogni possibilità di avere leggi bipartisan, equilibrate e condivise, negli States. Un’opinione che quasi certamente è però anche indirizzata dalla difficoltà del momento – e non necessariamente dal quadro complessivo. Non per questo però non sarà interessante analizzare quanto Hoskinson ha dichiarato a CoinDesk.
Sarebbe stato meglio con Biden (o con Kamala Harris), dice il leader di uno dei progetti che hanno mancato il boom però innescato dall’elezione di un governo (e non solo di un presidente) che si è dimostrato da subito come più aperto del predecessore al comparto.
Meglio il vecchio governo?
In realtà chi vi scrive è pienamente d’accordo con le premesse fatte da Charles Hoskinson, che ha affermato in un’interessante intervista con Coindesk:
La prima cosa che ha fatto è stato lanciare Trump Coin ed ha istituzionalizzato l’estrazione [di valore dal comparto, NDR]. Il governo sta partecipando al mercato in concorrenza con chi opera su Pump.Fun.
Facendo riferimento alla più popolare delle piattaforme utilizzate dai trader e dai creatori di token per lanciare meme. Per quanto concerne $TRUMP, il riferimento è invece ad un token lanciato in coppia con $MELANIA e che non solo è stato al centro di importanti scandali, ma ha anche perso circa l’80% del prezzo dal lancio.
Sarebbe stato diverso [se Trump non avesse lanciato i token, NDR] perché probabilmente avrebbero approvato non solo il GENIUS Act [la legge sulle stablecoin che è stata effettivamente già approvata, NDR] ma anche il Clarity Act. E c’è stata una finestra all’interno della quale si sarebbe potuta approvare una legge bipartisan.
Fin qui tutto vero e probabilmente condivisibile anche dai fan di Trump più sfegatati. Sul fatto però che questa amministrazione non abbia fatto granché – non tutto ruota intorno al Clarity Act – c’è da fare qualche altra precisazione.
SEC e CFTC stanno aprendo, più del previsto
Nessuno, prima delle elezioni di novembre 2024, avrebbe mai immaginato ad esempio un’apertura così netta a favore della tokenizzazione degli asset, che è in larga parte responsabilità di SEC. Così come non ci si sarebbe potuti immaginare una CFTC (l’agenzia che si occupa di derivati) invitare i top player a tavoli sull’innovazione.
Vero, anzi verissimo che certe attività non sono state dannose (e hanno prodotto dei danni che conteremo per anni), ma da qui a rinnegare il passo avanti, ancora una volta, almeno ad opinione di chi vi sta scrivendo… ce ne passa.
Vedremo se si potrà ricucire lo strappo. Si sta facendo qualche passo avanti con il Clarity Act e ne sapremo di più già giovedì.
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