Si torna a discutere dell’immutabilità delle blockchain e più in generale della serie di eventi sui quali fanno affidamento i principali protocolli. Questa volta a finire sul banco degli imputati per lesa decentralizzazione è Paradex, un exchange di futures decentralizzato che gira su rete Starknet. A causa di un errore durante la migrazione di alcuni database, l’exchange ha mostrato per qualche minuto un prezzo di Bitcoin a zero, con tutto quello che ne consegue in termini di liquidazioni e di effetti sul regolare svolgimento dei mercati. Un errore che però è stato letteralmente cancellato tornando… indietro nel tempo.
Si è deciso appunto di tornare indietro, più che altro perché non ci sarebbe stato modo di ripristinare una situazione di funzionamento corretto se non rimborsando per cifre piuttosto alte tutti i coinvolti. Per chi considera la blockchain una timechain, ovvero una catena immodificabile del tempo e degli eventi per come si sono svolti, una sorta di ritorno al futuro.
Al netto della questione tecnica
In realtà gli ecosistemi che hanno questa possibilità – in genere perché a qualche livello dello stack c’è una centralizzazione fatta di pochi attori che possono facilmente coordinarsi – ci ricorrono spesso. Nel recente passato è stato il caso dell’intervento per ripristinare stati precedenti ad un hack che ha sottratto centinaia di milioni di dollari. Alcune, come Berachain, hanno semplicemente immortalato lo status quo, altre invece sono letteralmente tornate indietro.
Quando si verificano eventi di questo tipo la discussione si accende in modo importante in genere tra chi sostiene che chi ha avuto ha avuto ha avuto e chi invece ritiene che laddove sia presente questo potere, questo dovrebbe essere esercitato per il Bene™. Ovvero per correggere errori, come in questo caso, oppure ancora per evitare furti e altri tipi di sottrazioni indebite.
Una diatriba che non sarà mai risolta e che gli estremismi da un lato o dall’altro faticano – almeno ad avviso di chi vi scrive – a rappresentare.
Dittatori benevoli
Chiaramente esiste un’altra parte della discussione, che riguarda l’esistenza stessa di tali poteri in capo a pochi soggetti. Soggetti che fino ad oggi (almeno per i progetti principali) non li hanno mai utilizzati a svantaggio degli utenti, ma che in futuro e in potenza potrebbero anche farlo.
Qualcuno può portare l’Anello senza esserne corrotto? Oppure bisognerà trovare – in bocca al lupo nel mondo crypto – un improbabile eroe che si faccia carico di distruggerlo?
La verità – anche in questo caso – sta forse nel mezzo. Lì fuori abbonda di protocolli più decentralizzati e dove comunque nessuno può, con qualche telefonata, riportare tutto a stati precedenti. Basta utilizzare quelli ed evitare di approcciarsi a progetti che di decentralizzato hanno solo le fantasie che spacciano agli utenti.
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