Quale messaggio sta mandando Wall Street al resto del mondo, per quanto riguarda Bitcoin? Ieri abbiamo già visto gli aggregati delle performance degli ETF, oggi scenderemo un po’ più nel dettaglio, perché proprio questo aspetto non è stato forse correttamente processato da chi sta cercando di muoversi sui mercati con bussole sì imperfette, ma necessarie.
1,42 miliardi negli ultimi 5 giorni di trading – che però adesso appartengono a un’era geologica fa, perché sono tutti inflow prima delle nuove preoccupazioni geopolitiche dettate da una discussione molto accesa sul futuro della Groenlandia, che è poi una discussione sul futuro dell’alleanza atlantica. Ma da questi numeri e da come sono distribuiti possiamo capire tanto.
America: croce e delizia di Bitcoin
Da qualche tempo a questa parte durante la sessione USA Bitcoin fatica più che altrove. È diventato ormai un meme lo scarico delle 15:30, che si è verificato con una puntualità tale da indispettire anche i più filo-americani sui mercati. Una situazione particolare e che in realtà però coincide con una lunga fase di disaffezione degli ETF per questo asset. Dal grafico che alleghiamo dovrebbe essere evidente il punto di cui parliamo.

1,42 miliardi di dollari che sono un’anomalia che ha riportato l’andamento degli ETF su Bitcoin ai livelli pre-ottobre, segnalando una volontà di lasciarsi alle spalle un trimestre certamente non ideale, sul quale ha pesato come un macigno l’inadeguatezza di certe venue di scambio.
A caccia di conferme
I mercati ieri sono stati chiusi per il Martin Luther King Day. Bitcoin ha incassato una sonora sconfitta in termini di andamento – come ci ha spiegato qui con dovizia di particolari Alex Lavarello – e la corsa in termini di inflow della scorsa settimana è stata subito smentita.
O meglio, è stata smentita in assenza di partecipazione degli USA ai mercati, per una giornata che però, date le tensioni geopolitiche – sarebbe stata quasi certamente negativa.
Sarà interessante vedere cosa succederà oggi alla riapertura dei mercati USA, alla quale si arriva con performance dei futures che non sono state brillanti e con praticamente tutti gli altri mercati in difficoltà. Questo mentre continua una sorta di schermaglia tra UE e USA che potrebbe avere un’accelerazione importante durante le giornate di Davos.
1,42 miliardi non fanno primavera, ma…
Al netto dei mal di pancia geopolitici, sui quali avremo modo di tornare anche oggi sul nostro Substack il messaggio è stato chiaro: almeno la scorsa settimana Wall Street sembrava voler tornare a suonare la carica su $BTC, lasciandosi alle spalle 2 mesi poco positivi.
Basterà qualche malumore macro e geopolitico a fermare la corsa sul nascere e dunque a rimandare di nuovo la tanto attesa rinascita? Lo scopriremo solo vivendo, diceva una vecchia canzone. Per saperlo, ci basterà vivere… fino alle 15:30, quando riapriranno le piazze USA.
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