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Wall Street batte Balene su Bitcoin: vendite storiche finiscono tutte in Borsa

La musica è finita, gli amici se ne vanno, che inutile serata?

È vero che c’è una fuga delle balene da Bitcoin? Di movimenti ce ne sono stati tanti nel corso del 2025, e sembra che anche in questo 2026 le cose stiano andando nella stessa direzione. Le vecchie balene – come stanno raccontando da tempo alcuni giornali – stanno mettendo mano al portafoglio in BTC e sono pronte a incassare e godersi la bella vita?

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Di spiegazioni se ne possono dare tante – tenendo anche conto della particolare situazione nella quale si trova Bitcoin anche in termini di potenziale gestione indiretta delle proprie detenzioni, tra ETF e DAT, entrambi canali che le vecchie balene hanno dimostrato di apprezzare.

I trasferimenti delle balene: una guida minima

Tra poco il nostro Alessandro Adami ci spiegherà un movimento accaduto proprio in queste ore e che riguarda $BTC dell’era Satoshi. Oltre il caso particolare, che sarà analizzato dal nostro specialista, c’è altro di cui discutere, perché la narrativa principale riguarda vendite sostenute da parte degli investitori storici, che hanno lasciato il passo a ETF e DAT.

  • Semplice cambio per sicurezza

Con il chiacchiericcio insistente sulla questione quantum, può essere che qualcuno si stia muovendo per tempo, scegliendo di trasferire i suoi vecchi $BTC verso nuovi indirizzi, anche per metterli al riparo.

  • Vendita OTC

Ovvero una potenziale vendita over the counter e senza passare dagli exchange. Capita, almeno quando si devono piazzare quantità consistenti di Bitcoin.

  • ETF?

Gli ETF su Bitcoin da tempo permettono versamenti in kind. Si possono versare, tramite i market maker abilitati, Bitcoin e ricevere in cambio quote degli ETF. È un’operazione che in realtà ha già coinvolto tante balene del passato, che preferiscono in alcuni casi un sistema che garantisce non solo una detenzione sicura, ma anche accesso a maggiori vantaggi in termini di trattamento ottenuto presso il proprio broker.

  • DAT?

Diversi dei grandi del passato hanno conferito i propri Bitcoin a DAT, società quotate che hanno come unico scopo quello di investire in Bitcoin e crypto. È qualcosa che abbiamo visto fare anche a personaggi di grande rilievo per la community, come appunto Adam Back.

Una dimostrazione di questo? A luglio – che è stato il momento d’oro delle DAT – abbiamo avuto una quantità di outflow da wallet di grandi dimensioni molto importante, con un movimento che ha riguardato anche wallet della primissima ora.

Età Bitcoin Spesi
In termini relativi il dato è interessante. In termini assoluti molto meno.

È una spiegazione plausibile per attività che si sono intensificate a partire proprio da gennaio 2025. Qualcuno obietterà che con l’avanzare del tempo il numero di Bitcoin fermi da più di 7-10 anni non può che aumentare – dato che si tratta di una misura relativa. La macchia però che vedete nel grafico è… evidente.

Se vanno via, arrivederci

C’è un altro aspetto che si può valutare della questione. È vero che Bitcoin è stato eroicamente trainato dai cosiddetti OG, da chi si è speso per la causa e ha anche fatto hold contro ogni tipo di razionalità.

È altrettanto vero che i mercati cambiano, maturano, diventano più solidi, vedono arrivare nuovi investitori. Se diverse delle whale hanno deciso che questo gioco non fa più per loro, non c’è molto da fare se non augurargli la migliore delle fortune.

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