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Crypto e Bitcoin: leggi USA RINVIATE senza data. Perde la linea di Donald Trump?

Le pressioni della Casa Bianca, per ora, non hanno funzionato.

Il Senate Banking Committee – che è una delle due commissioni senatoriali USA attive sulla produzione di una legge sulle crypto – ha rimandato la discussione a data da destinarsi. Ci sono altre urgenze, nella forma di certe discussioni sul mercato immobiliare, e non è dunque possibile avere una data per il proseguimento delle discussioni ufficiali. La notizia arriva in concomitanza con la pubblicazione di un’ulteriore bozza da parte di un’altra commissione, quella Agricoltura, che è la seconda delle commissioni che si occuperanno di quello che un tempo si chiamava Clarity Act.

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La situazione è grave, e sul fatto che sia seria toccherà ai nostri lettori dire la propria. Nonostante dunque ci siano state enormi pressioni dalla Casa Bianca e più in generale dal governo USA, per ora si dovrà pazientare. A pesare anche le defezioni di alcuni top player crypto negli USA.

Ritardo complica le cose?

In parte sì, perché si perde quello che negli USA chiamano momentum, ovvero l’inerzia. Proseguiranno intanto le discussioni tra le parti, perché anche il testo proposto dalla commissione Agricoltura non affronta certi snodi fondamentali – e dovrà essere comunque allineato a quello prodotto dalla commissione Banking. In ultimo, un duro colpo da incassare per un governo che anche a Davos ha confermato di voler trasformare gli USA nella capitale mondiale crypto.

Per ora però sarà difficile farlo, perché ci sono altre e più pressanti questioni per il Senato, senza tenere conto di tutti gli altri fronti aperti anche tra Senato stesso e presidenza. Una situazione che non fa ben sperare almeno sul breve periodo per una pronta approvazione delle leggi che dovrebbero governare il mondo crypto.

Scontro sempre sugli stessi temi

Lo scontro è sempre sugli stessi temi: dai rendimenti sulle stablecoin che gli exchange vorrebbero offrire ma che le banche vedono come fumo negli occhi, passando poi per altre questioni, come quelle della protezione degli sviluppatori di protocolli decentralizzati.

Questioni sulle quali ci sono resistenze relativamente trasversali, che incrociano certi interessi del sistema bancario e un atteggiamento verso il mondo crypto che è peggiorato anche in virtù dei recenti impegni presidenziali (tutti finanziari) nel campo.

David Sacks, lo zar del mondo crypto all’interno del governo USA, ha detto che una volta approvata la legge le banche non potranno che entrare in modo importante nel mondo crypto. Fino a quel punto però, aggiungiamo noi, saranno nemiche di certi sviluppi.

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