Alla Casa Bianca non si parlano l’uno con l’altro. Non è che abbiano necessariamente litigato, ma il presidente USA e il Segretario del Tesoro sembrano essere di avviso molto diverso sull’atteggiamento da avere verso un dollaro che è in caduta libera ormai da qualche sessione di trading. Soltanto ieri Donald Trump ha affermato di ritenere – parafrasiamo – i mercati più che in grado di offrire un prezzo corretto del dollaro. E più in generale di non avere alcuna intenzione di difendere il valore di USD politicamente.
Scott Bessent invece ha detto che la politica degli USA è sempre quella di un dollaro forte e ha negato – in aggiunta – che siano stati proprio gli USA a intervenire a tutela di uno yen giapponese che si muove in modo molto strano da qualche giorno a questa parte. Mistero nel mistero, che in altre epoche avrebbe probabilmente richiesto l’intervento dell’FBI e in particolare degli agenti Fox Mulder e Dana Scully.
Poliziotto buono e poliziotto cattivo
A voler essere cinici, sembra di essere davanti al più classico dei casi di poliziotto buono e poliziotto cattivo, dove questa volta a rivestire i panni del più mite è Donald Trump, che poco meno di 24 ore fa si era detto più che tranquillo per la situazione del dollaro e anzi, quasi compiaciuto della sua perdita di valore.

In tanti, noi compresi, avevamo associato la compiacenza con vecchie teorie associate a uno dei sodali di Trump, che predicavano proprio una svalutazione del dollaro per raggiungere gli obiettivi di politica economica dell’attuale amministrazione.
Qualcosa che però è stato subito smentito, pochi minuti fa, da Scott Bessent in diretta su CNBC, il quale ha affermato che l’unica politica degli USA in merito al dollaro è quella di desiderare (e spingere per) la sua forza, in un curioso gioco delle parti che sarà probabilmente consegnato agli storici dell’economia.
Nessun intervento USA sullo yen
C’è però qualcosa di più interessante: Scott Bessent ha negato interventi da parte degli USA sulla questione più spinosa del momento, ovvero a tutela dello yen in coordinazione con Bank of Japan. Non c’è dunque lo zampino americano (utile per tutelare la stabilità dei mercati) dietro la repentina corsa dello yen, in recupero sul dollaro in modo consistente.
Scarico di dollari e/o asset USA?
Il wishful thinking di chi vorrebbe punire Donald Trump indica uno scarico di asset USA che però – fatta eccezione per il dollaro stesso – non sembrerebbe essere confermato da alcun altro movimento sul prezzo. I bond rimangono su rendimenti bassi, S&P 500 ha fissato un nuovo record oltre i 7.000 punti e più in generale, nonostante una giornata piuttosto complessa anche per l’arrivo della decisione del FOMC sui tassi di interesse e le trimestrali di tre delle magnifiche sette.

Bitcoin e crypto
Buona la performance del mondo crypto, con Bitcoin in quota 89.000$ e Ethereum che sta lottando poco al di sopra dei 3.000$.
Tutto questo mentre ci avviamo ad una chiusura di giornata non adatta per gli stomaci deboli. Seguiremo in diretta sul nostro Canale YouTube la conferenza stampa di Jerome Powell, in collegamento dalle 20:25 ora italiana.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi
