Si è chiusa una giornata intensa sotto il profilo dei dati. In poche ore, nella serata di ieri, abbiamo avuto la conferenza stampa di Jerome Powell (dopo la decisione di tenere i tassi invariati), nonché le trimestrali di Meta, Google e Tesla. Carne a sufficienza da sfamare i più affamati, con conseguenze non banali sull’andamento dei mercati e anche sul cambiamento di certe prospettive.
Questa mattina Alex Lavarello vi ha spiegato magistralmente cosa sta succedendo. Noi per integrare questa analisi, studieremo le cose da un altro angolo, anche per capire cosa ci potrebbe aspettare da qui ai prossimi mesi, in una situazione di mercato oggettivamente mai vista prima.
Cosa ha detto davvero Jerome Powell?
Abbiamo affrontato in diretta la conferenza stampa di Powell, che è stata fondamentalmente priva di scossoni. JPow ha rifiutato di commentare fatti politici, rimandando i giornalisti alle sue dichiarazioni ufficiali. In aggiunta, ha rifiutato anche di esprimersi sulla debolezza del dollaro, indicando nel Tesoro USA l’unico soggetto pubblico intitolato a parlarne, dice JPow. Correttamente.

Per le prossime riunioni non vi è nulla di deciso e nonostante i 2 voti contrari al rimanere ai tassi attuali, Powell conferma che c’è concordia. Sarà testata nella prossima riunione del FOMC, il 18 marzo 2026.
Trimestrali affossano Microsoft e premiano Tesla e Meta
Le trimestrali hanno riconsegnato dei risultati molto diversi, soprattutto in termini di reazione dei mercati. Microsoft viene punita nonostante un trimestre forte sul piano dei ricavi. Si paga qualche tentennamento sulla guidance per Microsoft Cloud, ritenuto una sorta di proxy per la salute della presenza di MSFT nel settore AI. Il titolo ha perso fino all’8% after-market, e nel momento in cui si sono chiuse le trattative perde oltre il 6,8%, con un prezzo di 452$ per azione.
Tesla invece schizza in alto per il motivo inverso. L’azienda guidata da Elon Musk procede a grandi falcate verso l’obiettivo finale, che è quello di diventare una compagnia di AI fisica. Optimus V3 sarà rivelato nel primo trimestre del 2026, con la produzione che partirà prima di fine anno. Mercati pimpanti anche grazie a dati migliori delle aspettative e della sicurezza. Fine per Model X e per Model S, con la produzione che però sarà assorbita appunto da Optimus. Buone nuove anche per i robotaxi, che nella prima metà del 2026 dovrebbero arrivare a Dallas, Houston, Phoenix, Miami, Orlando e anche Las Vegas. Il titolo guadagna il 3% in after-market, e scambia in quota 440$.
OK anche Meta: la società guidata da Mark Zuckerberg riporta ricavi più alti delle aspettative. Pesano in positivo i dati sui ricavi pubblicitari, spinti dall’arrivo dell’AI. Il gruppo punta ad aumentare del 73% gli investimenti nel corso del 2026. Si tratta pur sempre di corsa all’AI e sembrerebbe chiaro che Meta sia tra i player più solidi.
Che tipo di lettura possiamo dare di questi eventi
Il primo riguarda Federal Reserve. Jerome Powell ritiene di essere nella parte alta dello spettro di neutralità della politica monetaria. Si indica così che possono esistere dei margini per scendere ancora con i tassi, sebbene forse con ritmi più lenti. Come scriviamo da tempo su queste pagine, è fondamentalmente un buon segnale. Si è evitata la stagflazione, si sono evitate crisi, si è evitata anche la recessione.
Anche sul fronte inflazione è tornata una certa tranquillità. Jerome Powell ha detto che parte dei numeri che sono arrivati negli ultimi mesi dipendono dai dazi, e che in assenza però di incrementi degli stessi, si possono ritenere come un problema ormai alle spalle.
Per quanto riguarda il settore AI, ci sarà certamente da attendere, a fine febbraio. Siamo però – almeno all’apparenza – in un buono stato di forma e sarà difficile aspettarsi l’esplosione della bolla, a patto che esista, sul breve periodo.
Anzi, togliendoci qualche sassolino dalla scarpa, dobbiamo sottolineare come, ancora una volta, le cassandre siano state in realtà smentite. Pazienza.
Su Bitcoin
Come vi ha indicato Alex Lavarello questa mattina, Bitcoin rimane al palo, con il malcontento che aumenta e in tanti che si chiedono il perché di un rallentamento così evidente mentre tutti gli altri mercati tirano.
Probabilmente l’atteggiamento giusto è quello di chi porta pazienza. Bitcoin sta scontando non solo lo strascico degli eventi del 10 ottobre, ma anche rallentamenti importanti per le leggi USA. Il primo problema andrà scemando, il secondo potrebbe risolversi a breve.
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