L’incontro programmato per lunedì e che dovrebbe aiutare a superare alcune delle problematiche che stanno rallentando le leggi crypto negli USA non sarà probabilmente decisivo. I CEO sembra che dovranno rimanerne fuori, per quello che sarà una sorta di incontro di indirizzo, per poi arrivare a discutere in modo più dettagliato tutti i punti che stanno dividendo repubblicani e democratici, crypto player e banche.
Un incontro che non sarà dunque risolutivo, e che dovrebbe fare da apripista ad una serie di contrattazioni che – nel migliore dei casi – porteranno alla produzione di un accordo, da tradurre poi in una legge che regolamenterà il mercato di Bitcoin e delle criptovalute anche negli Stati Uniti. Una legge che sarà complementare a quella sulle stablecoin che è stata già approvata negli States.
Fronte non troppo compatto, ma ci si può lavorare
Il fronte crypto, almeno secondo indiscrezioni (poi smentite con poca convinzione dai diretti interessati) non sarebbe però troppo compatto. La possibilità di offrire rendimenti via stablecoin, che è di grande importanza per Coinbase, sembrerebbe essere invece più che sacrificabile per i concorrenti. Discorso poi ancora più complesso per quanto riguarda invece la DeFi, che pur vanta qualche rappresentante politico sul quale contare, ma che potrebbe essere l’altro aspetto da sacrificare per arrivare a destinazione.
Le preoccupazioni sulla DeFi “utilizzata da terroristi e finanziatori del crimine” – citiamo verbatim quanto uscito dalla bocca di un senatore dem proprio ieri – sono forti, soprattutto tra i banchi della minoranza. E non sembra che per ora si possa procedere senza concedere qualcosa all’altro schieramento.
Una situazione che però dovrebbe essere anche considerata con un minimo di ragionevolezza. Al Senato servono 60 voti su 100, i repubblicani ne hanno 53, e dunque si dovrà necessariamente fare qualche concessione.
Lunedì, tra le altre cose, non dovrebbero essere presenti i CEO dei partecipanti, cosa che indica un incontro ancora di basso livello e certamente non risolutivo. Proprio ieri Citi aveva lanciato l’allarme su potenziali ritardi che avrebbero potuto far slittare la legge al 2027.
Un punto fondamentale
Tante banche e istituzioni finanziarie sono in attesa proprio del passaggio di questa legge per fare il loro ingresso nel settore e più in generale per iniziare a offrire servizi onchain e anche all’intersezione tra offchain e blockchain. Sarà una nuova narrativa, forse ancora più potente di quella degli ETF, che potrebbe riportare intorno al settore un po’ di quel sano ottimismo che purtroppo non si vede da tempo.
Se dovessimo fare un pronostico, crediamo che i vantaggi di procedere subito siano superiori agli svantaggi di fare qualche concessione. Dopotutto, si vive in democrazia e in assenza di una maggioranza assoluta e che può procedere da sola al Senato, non c’è verso di fare tutto quello che si vuole. E si dovrà pertanto trovare un compromesso.
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