CME ha inviato già comunicazione alle clearing house dei suoi mercati: i margini richiesti sui contratti dei principali metalli (oro, argento, palladio, platino) saranno più elevati a partire da lunedì 2 febbraio. Si tratta di una mossa per mettere al riparo i mercati e i suoi operatori dalla volatilità di questi asset, che si è mostrata in tutta la sua forza proprio lo scorso venerdì. Si tratta di operazioni standard che CME compie ciclicamente – e dalle quali si potrà tornare indietro una volta che sarà tornata stabilità in termini di prezzi.
L’aumento non sarà modesto. Si passerà infatti all’8% per i contratti sull’oro COMEX, e avranno livelli molto più elevati sugli altri metalli, per quello che è un trend iniziato già a fine dicembre e che ha visto la più importante borsa derivati del mondo aumentare i requisiti di liquidità per il trading sui metalli safe haven più volte.
I nuovi margini richiesti
Qui la tabella riassuntiva dei nuovi margini richiesti da lunedì 2 febbraio:
| Margine iniziale attuale | Margine da 02/02 | Margine mantenimento | Margine da 02/02 | |
|---|---|---|---|---|
| Oro – COMEX | 6% | 8% / 8,8% | 8% | 8% |
| Argento – COMEX | 11% / 12,1% | 15% / 16,5% | 11% | 15% |
| Platino NYMEX | 12% / 13,2% | 15% / 16,5% | 12% | 15% |
| Palladio NYMEX | 14% – 15,4% | 16% / 17,6% | 14% | 16% |
Perché questa decisione? In realtà CME interviene relativamente di frequente sui margini richiesti per certi contratti, ovvero per la quantità di denaro che è necessario postare e in ultimo dunque sulla massima leva che si può ottenere su certi contratti. In genere interviene aumentando tali margini quando la volatilità è stata eccessiva e si vogliono limitare eventuali liquidazioni a cascata – che hanno come effetto collaterale quello di aumentare ulteriormente la volatilità.
Non è qualcosa di particolarmente strano, in particolare dopo la sessione di venerdì che ha visto argento, oro, palladio e platino far registrare degli enormi movimenti di prezzo anche sul breve e brevissimo periodo.
Come tutte le venue dove viene effettuato il trading anche a leva, CME interviene sui margini quando le condizioni dei mercati possono degenerare, cercando appunto di diminuire suddetta leva. Si potrà tornare indietro, a patto che ci sia un periodo relativamente prolungato di ritorno a negoziazioni ritenute normali per livelli di volatilità.
È un segnale per i mercati?
Ci sarà da vedere cosa accadrà alla riapertura dei mercati, con diversi degli operatori che dovranno aggiungere margine in un momento di liquidità non così ampia dei mercati.
In occasione di uno dei più recenti rialzi dei margini, quello del 29 dicembre, oro e argento persero rispettivamente il 5% e l’8% nella giornata successiva. Non è un automatismo, ma è certamente qualcosa da osservare da vicino.
- Il vantaggio offerto dai mercati crypto
I mercati crypto hanno ora diversi token che rappresentano 1:1 oro fisico e potrebbe essere utile guardarne le evoluzioni di prezzo, dato che mentre le piazze tradizionali sono chiuse, queste continuano a scambiare. XAUT, uno dei più liquidi token che replicano il prezzo dell’oro, scambia nel momento in cui scriviamo a 4.834$ circa, non a grande distanza rispetto ai prezzi di chiusura della sessione di venerdì sulle piazze tradizionali.
Dal momento della diffusione della notizia, XAUT ha perso circa 1,59%, perdendo però soltanto il premium che comandava rispetto alle quotazioni delle piazze tradizionali. Per ora dunque, nessuno sfacelo di quelli che diversi account social stanno facendo intendere.
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