Home / Federal Reserve ignora la crisi iraniana. Giappone, Europa e Australia no!

FED NON SENTE

Federal Reserve ignora la crisi iraniana. Giappone, Europa e Australia no!

La scelta curiosa di Jerome Powell, che nel trasmettere tranquillità...
FED NON SENTE

Delle tre banche centrali che hanno parlato negli ultimi giorni, Federal Reserve è l’unica che ha deciso di ignorare la crisi energetica. Jerome Powell ha più volte ripetuto, nell’intervento di ieri 18 marzo, di voler ignorare la crisi energetica, la cui estensione, portata, durata sono ancora incerte. Diverso l’atteggiamento in Australia e in Giappone. Una situazione complicata, segno dell’incertezza più totale che governa non solo i mercati, ma anche le istituzioni deputate alla stabilità finanziaria.

Puoi investire su tutti i mercati caldi del momento con eToro: iscriviti da qui per ottenere un conto demo, con il quale poter testare anche il CopyTrading, i PAC e tutte le funzionalità avanzate del broker.

Tre banche centrali, tre strade diverse. Federal Reserve chiude bocca, orecchie e occhi. Bank of Japan si preoccupa e decide di non alzare i tassi, Reserve Bank of Australia si preoccupa per altre questioni e decide di alzarli.

Federal Reserve: per ora la guerra non esiste

Jerome Powell è stato piuttosto chiaro ieri. Per ora la questione energetica è incerta. Non sappiamo quanto a lungo durerà il problema, non sappiamo su quali livelli il prezzo del greggio troverà una stabilità, non sappiamo cosa accadrà nelle prossime settimane, figurarsi nei prossimi mesi.

Ne abbiamo parlato anche ieri in diretta

E per questo – cosa immediatamente contestata da diversi dei giornalisti presenti – Federal Reserve ha deciso momentaneamente di ignorare la questione. TUtto questo in una conferenza stampa con un Jerome Powell più nonchalant di quanto ci si aspettasse. Anche sull’inflazione attuale e sui dazi.

Bank of Japan: no rialzi ai tassi, data incertezza

Sulla parte opposta dello spettro delle possibili reazioni troviamo invece Bank of Japan – che questa notte ha annunciato lo stop ai rialzi dei tassi, citando appunto condizioni avverse di mercato e le incertezze di cui sopra.

Giappone
L’andamento dei tassi in Giappone – dati Trading Economics

Rimane comunque da considerarsi la portata dell’effetto annuncio: è vero che tassi più bassi rispetto a quanto preventivato piacciono ai mercati. Ma è altrettanto vero che le preoccupazioni delle banche centrali non sono qualcosa di positivo.

Australia: inflazione prima preoccupazione

In Australia, dove forse le condizioni sono in generale migliori di quelle del Giappone, si è deciso invece di fare diversamente. Tassi su, a inizio settimana, dopo una votazione passata per il rotto della cuffia (cinque a quattro).

Un segnale? Sì, o meglio, un risultato della stessa identica preoccupazione, che però a seconda degli interpreti e delle condizioni macro locali.

Incertezza Europa

Di queste situazioni forse la più complicata è quella di BCE. Da un lato l’inflazione morde – e quella di marzo sarà di molto superiore, proprio a causa dei costi energetici.

Di contro però, tassi più alti impatterebbero in modo negativo su una crescita asfittica da tempo, lasciando a BCE un pertugio inverso assai stretto in termini di soluzioni.

Quello che sperano tutti i soggetti elencati è forse l’intervento del Mago Silvan, che con un simsalabim riporti il mondo alle condizioni di tre settimane fa. La preoccupazione dei mercati è che il Mago Silvan sia impegnato, e che comunque il suo mondo di illusioni non sia sufficiente per riportare un po’ di buon senso tra gli adulti del pianeta.

Sugli aspetti più tecnici della situazione dei mercati, non posso che rimandarvi all’analisi di Alex Lavarello di questa mattina.

Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments