Ieri, 23 marzo, sui mercati finanziari globali si è registrata una di quelle giornate da cerchiare col pallino verde. C’è stata una serie di movimenti che da un’iniziale fase di crollo generalizzato hanno invertito in pochi minuti, tornando positivi con un afflusso di miliardi in acquisti su indici azionari, crypto e mercati obbligazionari. Bitcoin ha chiuso con un +4,47% ed Ethereum con un +4,78%.
Trump scatena lo short squeeze su crypto e indici
Un semplice annuncio su Truth di Trump su una presunta tregua o negoziato con l’Iran ha innescato un rimbalzo generalizzato dopo un avvio in profondo rosso. Abbiamo avuto una dimostrazione della forza dirompente dell’AI trading, che ha immesso miliardi in pochi secondi sui mercati provocando un rapido short squeeze, con chiusura di tutte le posizioni a leva short e reversal dei mercati. Ora bisognerà verificare se agli annunci seguiranno i fatti.
Chiusure positive su tutti gli indici azionari

Dopo i rialzi in spike ci sono stati dei ritracciamenti, con chiusure però tutte positive come si può vedere sul grafico allegato degli indici azionari. In particolare, il Dow Jones ha chiuso con un +1,37%, configurando un bullish engulfing, cioè un pattern di inversione. L’S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso anch’essi in positivo, però senza configurare questo pattern. Anche dieci giorni fa si era formato un bullish engulfing su tutti e tre gli indici, e infatti il giorno successivo c’era stato il rialzo.
Oggi aperture in negativo e petrolio in rialzo
Al momento di questa stesura, le aperture notturne dei futures sugli indici azionari sono in negativo. Anche BTC ed ETH oggi stanno ritracciando di circa l’1%, così come i mercati azionari europei.

Nel contesto caratterizzato dal conflitto in Iran, in contrapposizione al rialzo delle borse c’è stato il crollo del petrolio, il WTI ha chiuso con un -10,28%, mentre il Brent con un -10,92%. Entrambi però oggi sono già in fase di rialzo, in attesa che agli annunci corrispondano i fatti. A livello di commodities va registrato l’ulteriore crollo dell’oro che è sceso a toccare un minimo a 4.100$/oz per poi rimbalzare e chiudere comunque a -3,40%.
Come i futures di BTC ed ETH hanno reagito ieri all’annuncio

Nel grafico sopra, riportiamo la situazione dei futures perpetual su BTC ed ETH ieri mattina, prima che Trump annunciasse la sospensione degli attacchi all’Iran. La nostra Matrix Pro mostrava una divergenza significativa. Su BTC il regime era rialzista con segnale LONG attivo e score elevato, però l’Open Interest restava in territorio negativo: il prezzo saliva senza che nuove posizioni entrassero a mercato. Su ETH la situazione era completamente diversa. Il segnale era LONG pieno su tutti i timeframe con forza forte, e soprattutto si registrava un impulso netto di Open Interest positivo, segno che nuovi capitali stavano entrando a supportare attivamente il rialzo.
Oggi ritorno alla neutralità

Oggi il quadro si è ribaltato. La Matrix è tornata completamente neutrale su BTC con score negativo, mentre ETH ha perso gran parte della spinta scendendo a forza debole. Il CVD cumulativo daily è crollato su livelli minimi per entrambi. Il pump di ieri appare guidato interamente dalla news, evidenziando come il movimento sia ancora da interpretare con prudenza.
Il funding rate di BTC conferma lo short squeeze

Il grafico OI-Weighted Funding Rate di BTC racconta con chiarezza la dinamica degli ultimi giorni. Fino al 21 marzo il funding era leggermente positivo, poi è crollato in territorio fortemente negativo durante il sell-off del weekend, segnalando un mercato dominato da short aggressivi. Dal 23 marzo il funding si è riportato in positivo con un impulso deciso, coincidente con il recupero del prezzo. Al momento, il rimbalzo appare alimentato dalla chiusura forzata degli short piuttosto che da nuove posizioni.
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