Il mercato si sta dimostrando molto forte, mostrando un trend rialzista da inizio aprile, proseguito nei primi giorni di maggio. L’attenzione in particolare è su Bitcoin, che ha chiuso il mese di aprile con un +11,87%, la migliore chiusura da 12 mesi a questa parte. Sugli indici azionari spiccano i nuovi record storici del Nasdaq e dell’S&P 500.
Nasdaq e S&P 500 record con Bitcoin in rialzo
Questa fase rialzista si inserisce ancora in un contesto geopolitico di alta tensione tra Iran e USA, con la chiusura dello Stretto di Hormuz e le relative conseguenze sul prezzo del petrolio e sull’inflazione energetica. Il prezzo del petrolio Brent, tracciato da Hyperliquid nel weekend, si sta attestando a 108 USDC al barile, in una situazione di volatilità contenuta e bassi volumi, come si può vedere dal grafico allegato.

Alla quotazione ufficiale sul NYMEX venerdì, il Brent ha registrato una correzione rispetto al picco del giorno precedente a 103,34 dollari, chiudendo la seduta a 101,94 dollari al barile.
Petrolio e Stretto di Hormuz: la spada di Damocle sui mercati
Il prezzo del petrolio e le relative conseguenze su una possibile crisi energetica, con rallentamento dell’economia che a sua volta potrebbe portare conseguenze negative anche su Bitcoin e sul mondo crypto, restano la spada di Damocle sopra il rialzo dei mercati finanziari.
Allo stato attuale, soprattutto per quanto concerne lo Stretto di Hormuz, persiste il blocco navale sia da parte iraniana sia da parte americana e degli alleati. Restano aperti i contatti diplomatici, però senza nulla di risolutivo. Il mondo si interroga su cosa potrà accadere e su quanto potrà durare questa situazione, come possiamo osservare su Polymarket, la piattaforma di mercati di previsione decentralizzata sulla blockchain di Polygon.
Mercato scettico sul ritorno alla normalità nell Stretto di Hormuz
Le previsioni dei mercati su Polymarket indicano un netto deterioramento delle aspettative sul traffico nello Stretto di Hormuz. Entro fine maggio 2026, la probabilità di un ritorno alla normalità è scesa al 19%, in forte calo rispetto ai livelli di metà aprile. Sul grafico allegato si può osservare come il trend evidenzi una perdita di fiducia progressiva legata al contesto geopolitico.

Guardando invece le previsioni a fine giugno, le probabilità salgono al 46%, ma restano comunque sotto il 50%, segnalando incertezza persistente. Anche in questo caso il grafico mostra un calo costante nelle ultime settimane. Il mercato sta quindi prezzando uno scenario di normalizzazione lenta, con rischi ancora elevati nel breve periodo e maggiore cautela tra gli operatori globali.
Previsioni petrolio WTI sopra 100$ ma senza eccessi
Analizzando invece l’andamento del prezzo del petrolio, le previsioni di Polymarket indicano uno scenario moderatamente rialzista per il petrolio WTI tra maggio e fine giugno 2026. Il WTI domina su Polymarket per maggiore liquidità, centralità nei mercati USA e utilizzo nei futures, risultando il riferimento principale per trader e operatori globali rispetto al Brent che è il riferimento principalmente per il mercato europeo.

Per maggio, la probabilità che il prezzo del WTI superi i 105 dollari è molto elevata, intorno al 90%, mentre livelli sopra 110 restano probabili con circa il 74%. Le aspettative si concentrano quindi tra 100 e 115 dollari, con probabilità più basse per scenari peggiori con il prezzo del greggio oltre 130 dollari.
Per giugno, il quadro resta simile ma leggermente più prudente, con circa il 65% delle probabilità sopra i 115 dollari e il 55% sopra 120 dollari al barile. Nel complesso emerge un prezzo sostenuto, con probabilità di rialzi nel breve periodo.
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