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Nvidia: stop al piano da 500 miliardi? Il gruppo teme Antitrust. I mercati non prezzano le alternative

Nvidia starebbe ritrattando il mega-piano per finanziare i suoi stessi clienti.

Nvidia starebbe facendo e anzi avrebbe fatto già qualche passo indietro per quanto riguarda il mega piano da 500 miliardi di massimo di leasing/finanziamento a favore dei suoi clienti. Un piano articolato, circolare e che è stato tra i più contestati del passato recente dell’azienda di Jensen Huang. A far desistere il gruppo, secondo indiscrezioni pubblicate da Bloomberg, sarebbero state preoccupazioni in termini di possibile intervento dell’Antitrust.

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La storia, come segnala correttamente Matthew Sigel di VanEck, ne ricorda una simile di IBM, che saltò proprio per le stesse preoccupazioni, che però almeno in quel caso furono più concrete: l’intervento ci fu sul serio e di certe modalità di finanziamento di fornitura ai clienti non se ne parlò a lungo.

Il piano “pericoloso”

Nvidia e più in generale il ciclo AI sono nel mirino di certi popolari shorter (investitori allo scoperto) da tempo. Il parterre di ribassisti è capitanato però da investitori che creano costantemente narrative di bolla anche allo scopo di allargare le fila dei propri eserciti. Finché ad andare short su un comparto c’è Michael Burry, non c’è granché di strano. Quando però sono anche investitori più neutrali a preoccuparsi, le cose cambiano.

Le preoccupazioni nei confronti delle attività di Nvidia si sono moltiplicate proprio all’annuncio di un piano articolato e dai risvolti potenzialmente esplosivi: Nvidia ha infatti annunciato una partnership con diverse grandi società di Wall Street, al fine di sbloccare finanziamenti complessivi fino a 500 miliardi. Soldi che finirebbero nelle tasche dei suoi clienti, per acquistare sempre da Nvidia.

A garantire tali prestiti un doppio sistema: il valore dei chip e dei data center e una garanzia da parte di Nvidia. Se il valore dei data center dovesse scendere sotto una certa soglia di garanzia, sarà nel caso Nvidia a coprire la differenza.

Un impegno finanziario effettivo molto difficile da calcolare: nessuno ha idea dell’effettiva svalutazione di chip e data center, né sulla loro vita utile economica. E da qui un mitragliamento di opinioni negative, anche e soprattutto da chi bazzica nel mercato del credito, anche complesso.

Forse sarà un calesse

Il piano probabilmente non raggiungerà mai i massimi indicati. Nvidia infatti avrebbe già cassato eventuali accordi con determinati clienti, temendo appunto un intervento dell’Antitrust americana. Questo perché Nvidia vorrebbe sfruttare questo piano anche per rimanere centrale e quasi monopolista nel settore dei chip, anche tramite CUDA.

Una situazione che, in un mercato delicato come quello dell’infrastruttura AI, potrebbe non piacere al regolatore americano. L’essere quasi-monopolista permette inoltre a Nvidia di portare a casa margini netti mai visti su questi livelli, almeno nel settore dell’hardware. Ed è proprio da questi margini fuori scala che Nvidia avrebbe tratto la forza e la sicurezza per fare da garante di un monte prestiti così elevato.

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