Bitcoin ha due termometri: ecco cosa rivelano Open Interest e funding e come usarli per il tuo trading
Il mercato dei future perpetual Bitcoin offre segnali sul posizionamento dei trader. Open Interest e funding rate possono mostrare pressione, leva e squilibri.
08:17 • Pubblicato 04/10/2026
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Il mercato crypto si divide in due grandi comparti, gli scambi spot e i derivati. Sul fronte dei derivati dominano i future perpetual, contratti senza scadenza che replicano il prezzo del sottostante. Su questi strumenti si concentra gran parte della speculazione e della leva presente nel sistema. Misurare il posizionamento dei trader sui perpetual di Bitcoin significa leggere Open Interest e funding rate.
I future perpetual di Bitcoin e la differenza col mercato spot
Sul mercato spot si compra il token vero, che finisce nel proprio wallet e si può liberamente trasferire. Sul perpetual si scambia invece un contratto che segue il prezzo di Bitcoin senza possederlo mai. Il contratto non ha scadenza e permette di operare con la leva, moltiplicando l’esposizione rispetto al capitale versato. Per questo i perpetual muovono volumi molto superiori a quelli dello spot su quasi tutti gli exchange. La loro utilità informativa sta qui, fotografano in ogni momento le scommesse aperte dei trader al rialzo e al ribasso. Due dati sintetizzano questa fotografia e vanno letti sempre in coppia. I future si dividono in contratti perpetual e con scadenze, per un quadro delle differenze potete leggere questo approfondimento.
L’Open Interest e la lettura combinata col prezzo

Il future perpetual di BTC84.910 $▲ +0,33% porta con sé un’informazione preziosa, l’Open Interest, che misura il valore delle posizioni ancora aperte. Il dato non va confuso col volume, che conta soltanto gli scambi della giornata. Sui perpetual di Bitcoin, come si può vedere dal grafico di CoinGlass, il dato aggregato toccò l’area dei 36 miliardi di dollari a metà ottobre 2025.
Nella prima parte del 2026 è sceso fin verso i 17 miliardi di dollari, per poi risalire in area 24 miliardi a settembre. La lettura si completa incrociando il dato col prezzo, perché un rialzo con Open Interest in crescita indica denaro nuovo. Se invece il prezzo sale con Open Interest in calo, il movimento nasce dalle ricoperture, cioè dagli short che ricomprano per chiudere. Al ribasso vale la lettura speculare, tra nuove vendite convinte e semplici prese di profitto. Le quattro combinazioni tra il movimento del prezzo e la direzione dell’Open Interest si riassumono nello schema seguente.
| Prezzo | Open Interest | Lettura |
|---|---|---|
| In salita | In aumento | Entra denaro nuovo |
| In salita | In calo | Ricoperture, short che ricomprano |
| In discesa | In aumento | Nuove vendite convinte |
| In discesa | In calo | Semplici prese di profitto |
Nessuna combinazione dà certezze, ma lo schema inquadra chi sta muovendo il mercato in ogni fase.
Il funding rate e lo sbilanciamento tra long e short
Il funding rate è il tasso che tiene agganciato il perpetual al prezzo dello spot. A intervalli regolari di poche ore, una parte dei trader paga l’altra in base allo sbilanciamento per tenere la posizione aperta. Sono operazioni gestite direttamente dagli exchange.

Col funding positivo i long pagano gli short, segno che il mercato pende dal lato compratore. Quando il tasso gira in negativo avviene il contrario e la pressione prevalente è ribassista. Il grafico di settembre su Bitcoin mostra un funding quasi sempre positivo, con brevi passaggi sotto lo zero il 5 e il 24 del mese. Valori estremi e prolungati segnalano un eccesso di posizionamento da un solo lato, ed è lì che il mercato diventa fragile.
| Funding | Chi paga | Segnale |
|---|---|---|
| Positivo | I long pagano gli short | Prevale il lato compratore |
| Negativo | Gli short pagano i long | Prevale la pressione ribassista |
Squeeze e liquidazioni, quando i due dati si incontrano
Il momento critico arriva quando funding estremo e Open Interest gonfio si presentano insieme. Basta uno strappo contrario per innescare lo squeeze, che può essere long o short, ed è la catena di liquidazioni in cui gli exchange chiudono d’ufficio le posizioni in perdita.

Il 18 agosto, le liquidazioni sui perpetual di Bitcoin superarono 1,4 miliardi di dollari in un giorno, quasi tutte short. Un’altra ondata da circa 600 milioni di dollari, ancora concentrata sugli short, arrivò il 19 settembre. Episodi simili non si prevedono con esattezza, ma le condizioni che li rendono possibili si leggono in anticipo. Il monitoraggio congiunto di Open Interest e funding resta il modo più diretto per farlo.
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