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Intelligenza Artificiale

Anthropic: svelati i numeri della IPO. Il gruppo perde miliardi, ma prevede una crescita esplosiva. Nvidia cerca assicurazioni

Reuters rivela alcuni dei numeri della IPO di Anthropic. Le perdite volano più dei ricavi. Si puunta però a 2.000 miliardi.

08:57 • Pubblicato 29/09/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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Ci sono novità sull’IPO di Anthropic, per il cui perfezionamento dovrebbero ormai mancare poche settimane. Reuters sarebbe entrata in possesso di alcuni dei dati del filing riservato, che raccontano almeno in parte la situazione finanziaria del gruppo e le sue prospettive. Per il solo 2025 oltre 42 miliardi di perdite, con spese programmate per più di 500 miliardi nei prossimi anni. I ricavi del gruppo però corrono a ritmo sostenuto, tanto da spingere il gruppo a credere di valere 2.000 miliardi di dollari.

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La società fondata da Dario Amodei punta a una crescita esplosiva del comparto del quale è leader per rendere sostenibile una traiettoria di spesa molto importante e che è anche frutto della battaglia sulla frontiera con OpenAI. Secondo i più cinici, le recenti richieste di rallentamento imposto dal governo allo sviluppo dei modelli di frontiera dipenderebbero in larga parte dalla necessità di controllare questa traiettoria di spesa.

Sfida su SpaceX sulla valutazione

Oltre alla lotta con OpenAI per la conquista della frontiera, Anthropic sfiderà la quotazione record di SpaceX durante la IPO. L’azienda di Elon Musk si è infatti fermata a 1.770 miliardi di dollari, mentre la società fondata da Dario Amodei vorrebbe raggiungere i 2.000 miliardi – o almeno queste sono le cifre che stanno facendo circolare anche le banche d’affari che si occuperanno della quotazione in borsa.

Dall’esclusiva firmata da Reuters mancano dati specifici sull’anno in corso, il 2026, che dovrebbero essere i più interessanti per valutare l’ultima parte di una traiettoria che conferma:

  • Un’enorme crescita dei ricavi, di oltre il 1.000% anno su anno tra il 2024 e il 2025;
  • Un’enorme crescita della spesa, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture;
  • Perdite importanti, che nel 2025 hanno raggiunto i 42 miliardi, sempre secondo quanto riporta Reuters, dei quali 8 legati alle operazioni;
  • La spesa per il solo computing ha superato di 1,6 volte i ricavi dell’azienda.

Intanto da OpenAI non arrivano altre notizie

Il rivale di sempre, OpenAI, per il momento non ha offerto aggiornamento sulla sua quotazione in borsa. In una recente apparizione in pubblico, Sam Altman ha dichiarato che l’IPO non arriverà nel 2026, dato che il momento sembrerebbe essere poco propizio per il comparto.

Tra i rischi segnalati dal prospetto vengono indicati anche i contratti con i clienti. Sono a breve termine, c’è poco moat, come lo chiamerebbe Warren Buffett e la corsa allo sviluppo sta diventando sempre più costosa. Oltre ad Anthropic e OpenAI, c’è la partecipazione di SpaceX con xAI, di Meta (che ha recentemente lanciato Muse), di Google e di altri grandi gruppi.

Perdite dollari per ricavi
Perdite per dollaro di ricavi. Il picco delle aziende più rappresentative. Grafico offerto da Ryan Cummings

Nvidia a caccia di assicurazioni

Il programma di Nvidia di fare da banca delle società che costruiscono data center ottenendo gli stessi come collaterale si sta ampliando. E secondo quanto riporta Financial Times, l’azienda guidata da Jensen Huang si sarebbe rivolta a società di assicurazione a copertura di parte del rischio di queste operazioni.

L’obiettivo del gruppo sarebbe quello di comprare copertura per parte dei rischi di un’operazione che potrebbe raggiungere i 500 miliardi di controvalore e per la quale Nvidia sarà garante, in particolare se le cose dovessero evolversi per il peggio.

L’ottenimento di certe coperture, scrive FT, sarebbe anche funzionale al miglioramento del profilo di rischio complessivo dell’operazione, rendendo la stessa più interessante per chi vuole investire capitali.

Sulla capacità dei chip e della strumentazione di data center di fare da collaterale in tanti hanno dubbi: ha avuto una certa circolazione il commento di Jeffrey Gundlach, il re dei bond di Wall Street, che alla presentazione del piano non utilizzò mezzi termini per riassumerlo.

Criptovaluta.it - Jeffrey Gundlach
Jeffrey Gundlach
Fondatore di DoubleLine Capital

Il fondo da 500 miliardi di Nvidia (che non deve essere confuso con il finanziamento effettivo per quelle cifre) non andrà per il meglio. Gli asset che hanno una vita utile incerta a collaterale di debito di lungo periodo? Perché non creare un titolo a 30 anni che per collaterale magazzini di banane? Funzionerà: sono banane nuove che non hanno una vita utile certa.

Il tema è quello dell’incertezza sulla tenuta del valore economico dei chip e più in generale dell’hardware di frontiera utilizzato da queste società. Una critica fondata, che però per ora è stata smentita dai mercati: almeno per ora anche i prezzi di rivendita di certe apparecchiature sembrano tenere.

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Caporedattore e Content Strategy

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Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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