Il competitor di Chainlink alza la cresta: buyback con il 100% dei ricavi, il token corre a +11%
Uno dei protocolli che compete con Chainlink sta puntando tutto sul legame tra crescita dei ricavi e prezzo del token. La risposta del mercato è positiva.
12:57 • Pubblicato 16/10/2026
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La sfida tra gli oracoli blockchain si gioca anche sul fronte della tokenomics. Pyth Network, uno dei protocolli competitor di Chainlink, ha annunciato recentemente il passaggio a un modello di buyback che destina il 100% dei ricavi ricevuti dalla DAO all’acquisto del token PYTH sul mercato. La notizia sembra essere piaciuta agli investitori, che hanno premiato la moneta spingendone i prezzi al rialzo.
A questa novità si aggiunge anche un notevole incremento della redditività della piattaforma, con ricavi annualizzati in crescita e, di conseguenza, una maggiore capacità di indirizzare capitali ai riacquisti del token nativo. Cresce nel complesso il business di Pyth, nonostante la sua quota di mercato resti ancora contenuta se paragonata a quella del principale rivale.
Pyth Network cambia tokenomics: buyback con il massimo della forza
Il protocollo Pyth Network disponeva già di un meccanismo di distribuzione dei ricavi tramite buyback, ma con l’ultima proposta di governance OP-PIP-136 ha deciso di alzare la posta in gioco e puntare tutto sul proprio token PYTH0,0911 $▲ +5,66%. Fino a poco fa infatti, il team del progetto utilizzava solo il 30% delle revenue per finanziare i riacquisti, mentre la scorsa settimana ha deciso ufficialmente di passare al 100% delle entrate.
In pratica, ogni dollaro che entra nelle tasche della DAO verrà destinato alla riserva strategica del token. L’obiettivo è chiaramente quello di rafforzare il legame tra la valutazione di $PYTH sul mercato e la crescita del business del protocollo, in una fase in cui il token cerca di recuperare terreno dopo le pessime performance registrate nel corso degli ultimi 2 anni.
La nuova strategia è stata avviata il 30 settembre, con i nuovi acquisti che hanno favorito il rally di $PYTH, cresciuto del +20% da quel giorno. In realtà, il movimento positivo era iniziato già a metà agosto, in concomitanza con il rimbalzo generalizzato del comparto altcoin, portando la moneta a mettere a segno un rialzo complessivo di circa il +150%.
Al momento Pyth DAO detiene 44,9 milioni di $PYTH in riserva, pari allo 0,44% della supply circolante del token, per un controvalore di 4,2 milioni di dollari.
Il token $PYTH presenta una capitalizzazione di 737 milioni di dollari. Il rapporto price to earnings è molto contenuto, anche di fronte all’aumento della quota dei buyback. Ad ogni modo la recente mossa conta più sul piano narrativo che su quello dei fondamentali.
Aumentano le revenue di Pyth grazie al segmento dei perps RWA
Va sottolineato che i ricavi di Pyth sono in forte espansione, con un aumento del +86% rispetto al trimestre precedente, dovuto principalmente al successo della piattaforma nei mercati perpetual RWA – comparto in cui di recente si è aperto anche Ripple.
Al ritmo attuale il protocollo produce circa 11,5 milioni di dollari di ricavi annualizzati (si parla di una proiezione basata sulla redditività degli ultimi giorni).
Nel Q3 l’oracolo ha gestito tramite i suoi price feed ben 2.000 miliardi di dollari di volume del mercato dei perpetual legato ad asset del mondo reale come azioni, materie prime e indici. Il dato è molto interessante poiché rappresenta il 94% dell’attività complessiva di questo segmento, su un totale di 2.160 miliardi di volumi di trading, a dimostrazione della centralità del progetto all’interno di questa nicchia.
Probabilmente questi numeri sono destinati a crescere, considerando la traiettoria espansiva degli scambi perpetual su asset TradFi nell’ultimo anno. Ci aspettiamo quindi che Pyth possa accrescere ulteriormente la propria capacità redditiva nel caso riuscisse a mantenere la stessa quota di mercato registrata nello scorso trimestre.
Chainlink resta al primo posto nella classifica degli oracoli
Malgrado la crescita di Pyth, Chainlink resta comunque la maggiore infrastruttura nel settore degli oracoli, grazie a una presenza più vasta e consolidata in diversi ambiti del mercato. Secondo i dati di DeFiLlama, il network del token $LINK ricopre il 60% della dominance degli oracoli, con una leadership che dura ormai da metà 2020.
Invece, Pyth vanta una quota di mercato pari al 5,5%, in lieve calo dai valori registrati a fine 2024. Negli ultimi mesi, nonostante il tentativo di focalizzarsi in segmenti specifici del mercato, il progetto è rimasto ancora molto distante dalla testa di serie. Chainlink mantiene il suo primato grazie anche alla recente accelerazione sulla tokenizzazione, sostenuta da nuove partnership e dallo sviluppo di nuove tecnologie.

Corre il token $PYTH
Il rialzo di $PYTH è accompagnato da volumi di trading in crescita, sia sul fronte spot che su quello dei futures, assieme a un balzo importante della metrica dell’open interest. I prezzi hanno toccato un livello che non veniva registrato da novembre 2025, alimentando la tesi secondo cui il token avrebbe toccato ufficialmente il bottom durante il crollo di giugno.
Il trend è chiaramente rialzista in questo momento, ma occorre fare attenzione all’eccesso di speculazione: il volume degli scambi futures triplica il valore dei capitali effettivamente impiegati nelle posizioni in termini di OI, e questo suggerisce quanto l’ultima corsa sia stata sostenuta dalla leva finanziaria.
Il prossimo target da superare per estendere il movimento positivo è quello in zona $0,1, dove troviamo parecchia offerta passiva pronta a farsi sentire e un elevato cluster di potenziali liquidazioni degli short.
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